giovedì, 21 Maggio 2026
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Nel Regno Unito è crisi di governo

Le elezioni locali del 7 maggio 2026 in Regno Unito hanno visto trionfare l’estrema destra, risultato che rappresenta più di un semplice monito per i laburisti di Starmer, attualmente al governo del Paese

I risultati delle ultime elezioni suggeriscono che, se oggi si tenessero le elezioni politiche, Nigel Farage diventerebbe il nuovo Primo Ministro del Regno Unito. Finirebbe così la stagione laburista, iniziata nel 2024 con l’elezione di Keir Starmer, che all’epoca disponeva di un’ampia maggioranza rispetto a quella che ora sembra premiare Reform UK, il partito che traghettò il Regno Unito fuori dall’Unione Europea nel 2020.

Secondo il Guardian, Bruxelles avrebbe «molto da temere» dai risultati delle ultime elezioni, poiché Farage rappresenta «una minaccia per il futuro di qualsiasi negoziato volto al rientro del Regno Unito nell’Unione». Per Starmer, Farage e i conservatori hanno reciso le relazioni del Paese con l’UE, perciò la giornalista britannica Polly Toynbee invita il Primo Ministro, dalle colonne del Guardian, a non cadere nella trappola del favorire i partiti di estrema destra, prolungando eccessivamente la propria permanenza alla guida del governo e rifiutando alleanze con partiti come quello dei Verdi. Secondo Toynbee, Starmer correrebbe il rischio di scendere a patti con Farage piuttosto che unirsi all’«alleanza anti Trump», avendo il premier inglese considerato le minacce del partito di Farage equivalenti a quelle dei Verdi.

L’attuale debolezza del governo è riconosciuta dalla maggioranza dei cittadini inglesi, come riporta Politico, secondo cui la figura di Nigel Farage ha raggiunto una grande popolarità nel Regno Unito, riuscendo a far considerare il suo partito come quello più in grado di affrontare con successo le sfide principali del Paese. Qui risiede il tema centrale: il principale oppositore politico di Starmer è riuscito a imporre Reform UK come un movimento «molto più credibile agli occhi dell’opinione pubblica», facendo leva sulle promesse di cambiamento mai mantenute dai laburisti, e appropriandosi di quella stessa narrativa.

Attualmente, Starmer ha detrattori all’interno del suo stesso partito e, secondo quanto riporta Politico, anche se dovesse essere sostituito da un altro leader, il 38% degli intervistati in un sondaggio di Public First ritiene che per i laburisti ormai sia troppo tardi.

Tuttavia, secondo Michael Heseltine, storico esponente del partito conservatore che, come ricorda Clarín, spodestò Margaret Thatcher ai tempi del governo della Lady di ferro, «si creerebbe un caos maggiore cacciando Starmer» dal partito, in quanto l’obiettivo comune deve essere quello di «riavvicinarsi all’Europa per far crescere la Gran Bretagna».

Ma le sue parole non sembrano venir ascoltate, per lo meno non dai ministri di Starmer, che già pensano a chi potrebbe sostituirlo. Gli occhi sono puntati soprattutto su Andy Burnham, attuale sindaco della Grande Manchester, e sull’ormai ex ministro della salute Wes Streeting, dimessosi il 14 maggio 2026 per una «perdita di fiducia nella leadership» del premier, ma intenzionato a candidarsi alla guida dei laburisti.

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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