domenica, 23 Giugno 2024
HomeNotizie dal mondoIl Cecot: le ombre della megaprigione in El Salvador

Il Cecot: le ombre della megaprigione in El Salvador

Il carcere di massima sicurezza Cecot è stato costruito nel quadro della lotta contro le bande armate che dominavano El Salvador

Il 31 gennaio 2023 è stata inaugurata una grande prigione dal presidente di El Salvador, Nayib Bukele, che è diventata il simbolo della lotta alla guerra contro le bande. Inoltre, ha anche istituito una politica di sicurezza che gli ha dato popolarità a livello nazionale e internazionale, secondo quanto riporta la BBC.

Il lavoro di Bukele si basa soprattutto sulla drastica riduzione degli omicidi, in quello che è diventato il paese più violento del mondo. Precedentemente, le bande controllavano i quartieri e l’operato del presidente sta dando alla gente una sensazione di tranquillità.

«El Salvador è riuscito a passare dall’essere il paese più insicuro del mondo al paese più sicuro d’America», ha affermato Bukele con un tweet. «Come ci riusciamo? Mettendo i criminali in prigione. C’è spazio? Ora sì. Possono dare ordini dall’interno? No. Possono scappare? No. Un lavoro di buon senso».

Tuttavia, a cinque mesi dalla sua inaugurazione il Cecot è al centro di contestazioni per lo stato di eccezione approvato, dopo che, in 48 ore nel marzo del 2022, si sono registrati 76 omicidi. Dall’inizio dello stato di eccezione sono state arrestate 70.000 persone, ma si registrano numerose denunce di violazioni dei diritti umani, tra arresti arbitrari e torture fino alla morte, tutto ciò sotto la custodia dello Stato.

Il Cecot è stato presentato ai salvadoregni tramite radio e televisione nazionale come «il più grande carcere di tutta l’America». Tuttavia, sono migliaia i salvadorgegni che da mesi non hanno notizie dei loro familiari lì detenuti.

Secondo il governo, il carcere ha una capacità di 40.000 prigionieri, esclusivo per tre bande: la Mara Salvaturcha e due del Quartiere 18. Queste bande rivali hanno aumentato il loro potere per decenni con il reclutamento dei giovani, attuando un ferreo controllo del territorio e seminando terrore e divisione nel Paese centroamericano.

Nel Cecot «non sono stati costruiti cortili, non sono state costruite aree ricreative per i carcerati», ha riferito a suo tempo il ministro dei Lavori pubblici, Edgar Romeo Rodríguez Herrera, il che contravviene a quanto dettato dalle Regole Minime per il Trattamento dei Detenuti, approvate nel 2005 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti