martedì, 16 Agosto 2022
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Reynisfjara, la misteriosa spiaggia nera in Islanda

La spiaggia di sabbia nera più famosa dell'Islanda è un’attrazione per i visitatori internazionali, ma una combinazione di geologia e la forza pura dell'oceano la rendono mortale

La sabbia nera e le onde ruggenti della spiaggia di Reynisfjara sono tra le principali attrazioni lungo la pittoresca costa meridionale dell’Islanda. Nota per la sua bellezza, molti turisti vi hanno perso la vita a causa di onde anomale (chiamate sneaker waves) che li hanno trascinati a largo.

Le autorità locali stanno lavorando a un piano per rendere più sicura l’area.

Le sneaker waves sono un fenomeno naturale che si verifica quando diverse onde più piccole combinano la loro energia per creare un’onda più grande. Ciò può accadere a causa delle correnti oceaniche o, nel caso di Reynisfjara, a causa di una scogliera sotterranea, che si aggiunge all’effetto di trazione dell’onda.

Sulla spiaggia di Reynisfjara, queste onde sono incredibilmente potenti e possono rapidamente spazzare via una persona in mare.

Dopo la morte più recente del mese scorso, la quinta vittima negli ultimi sette anni, è ripresa un’accesa discussione sulla necessità di chiudere la spiaggia o implementare nuove misure di sicurezza.

Il sito è molto popolare tra i turisti. Secondo i dati di Visit South Iceland, circa 133.000 persone hanno visitato Reynisfjara nella prima metà del 2022.

I funzionari locali hanno utilizzato i rapporti sugli incidenti della polizia per determinare quale altezza dell’onda rappresenta un rischio significativo per i visitatori. Il pericolo è codificato a colori con verde, giallo e rosso per indicare la minaccia rappresentata dalle onde.

«Ho visto cappelli, macchine fotografiche e zaini finiti in mare. Ho visto anche molte persone sotto shock poiché queste onde anomale non danno alcun segnale prima di avvicinarsi alla costa.», ha affermato Perla, una guida locale, secondo quanto riportato su Euronews.

«Qualche settimana fa, sono riuscita a salvare una donna dopo che è caduta e un’onda l’ha raggiunta. Ha iniziato a ridere perché non capiva la gravità della questione», ha aggiunto.

«Non possiamo affrontare questa situazione ancora a lungo», ha detto il mese scorso il ministro del Turismo Lilja Dögg Alfreðsdóttir al notiziario islandese Vísir. «Una delle cose che possiamo fare è chiudere temporaneamente Reynisfjara», ha aggiunto.

«Ritengo che sia una buona idea provare il nuovo sistema di sicurezza invece di chiudere del tutto il posto, come suggerito da alcune persone», ha invece affermato Perla.

«Di solito sono una guida molto accomodante, ma appena prima di portare i viaggiatori in questo posto, mi trasformo in una persona super severa», ha aggiunto.

«Dico ai visitatori di dimenticare tutto ciò che sanno su come comportarsi in una spiaggia “normale”.  Spiego che non possono mai voltare le spalle al mare, e che dovrebbero sempre  stare all’erta per le cosiddette sneaker waves.»

Carlotta Monti
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM94)
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