L’Unione europea lancia un nuovo piano strategico per la sicurezza nell’Artico. Lo ha annunciato lo scorso 20 ottobre Kaja Kallas, Alto rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, insieme alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, affermando che «l’Artico non è più al riparo dalle tensioni geopolitiche mondiali. La nostra strategia aggiornata riflette questa nuova realtà ponendo la sicurezza al centro del proprio approccio». Come riporta Euronews, il fulcro del nuovo piano è la priorità accordata a difesa e sicurezza, in cooperazione con quello che è stato definito il Northern Neighbourhood (il vicinato settentrionale, n.d.r.) formato da Norvegia, Islanda, Canada, Regno Unito e Stati Uniti.
Le ragioni di questa nuova strategia sono da ricercarsi anche a Est: «Mosca ha riaperto le basi dell’era sovietica e sta testando nuove armi nella regione», ha affermato Kallas, sostenendo inoltre che le ambizioni strategiche della Cina nell’Estremo Nord sono in crescita e i suoi investimenti nella regione devono essere attentamente monitorati.
Il piano prevede un miglioramento della mobilità militare, garantito da un rapido schieramento massiccio di truppe nell’Artico, quando la situazione lo richiede, e da un rafforzamento dei collegamenti di trasporto ovest-est nell’Artico europeo e verso il Mar Baltico. Un hub per la sicurezza marittima rappresenterà poi un modo per migliorare la condivisione delle informazioni e rafforzare la protezione delle infrastrutture marittime critiche, come riporta il BrusselsMorning.
La sicurezza e il futuro europeo sono strettamente connessi all’Artico e per questo, secondo Von der Leyen, bisogna agire tempestivamente e cambiare l’orientamento strategico del continente. Non solo rafforzamento militare: anche connettività digitale, reti di trasporto e tutela dell’ambiente necessitano della giusta attenzione. Il riscaldamento globale nella regione artica procede infatti a una velocità quadrupla rispetto alla media del pianeta. L’UE ribadisce la propria contrarietà a nuove attività di estrazione di petrolio, gas e carbone nell’Artico, pur sostenendo lo sviluppo sostenibile delle materie prime critiche, incapaci di agevolare un’efficace transizione ecologica.
Inoltre, gli stessi cambiamenti climatici favoriscono l’apertura di nuove rotte marittime, riducendo così i tempi di navigazione tra Asia ed Europa e consentendo un facile accesso ai giacimenti di materie prime critiche, tra cui litio, cobalto, nichel e terre rare. Come riporta The Brussels Times, secondo la Commissione il nuovo piano «supporterà la sicurezza marittima e l’adattamento ai cambiamenti climatici».
Un altro obiettivo rilevante per Bruxelles è quello di migliorare la connettività nei territori critici. Per agevolare il trasporto dei dati internazionali è in progetto la costruzione di un Arctic Cable Hub, che si avvarrà di sensori acustici e tecnologie avanzate di intelligenza artificiale per monitorare e proteggere i cavi sottomarini nel Nord Atlantico e nell’Artico, prevenendo i rischi di sabotaggio o danneggiamento.
La sicurezza dell’Artico è la sicurezza dell’Europa intera. Sarà perciò necessaria una cooperazione globale con intenti e valori comuni tali da promuovere la prosperità e creare opportunità di sviluppo per le comunità della Regione.


