martedì, 1 Aprile 2025
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La Comunità divisa

Mentre si attende una riposta dalla Russia sulla proposta statunitense di un cessate il fuoco, il Parlamento Europeo approva il ReArm Europe, tra divisioni e perplessità

Si chiama ReArm Europe ed è la risposta dell’Europa per difendere il continente e al contempo sostenere l’Ucraina in un momento tanto delicato quanto cruciale. Si tratta di un piano da 800 miliardi, proposto da Ursula Von Der Leyen e approvato dal Parlamento Europeo, non senza divisioni e spaccature, anche interne ai partiti. Il piano di riarmo prevede un aumento della spesa militare per ogni stato dell’Unione Europea. Come riportato dal Guardian, la proposta della Presidente della Commissione è arrivata dopo la decisione degli Stati Uniti di cessare gli aiuti militari all’Ucraina, a seguito dell’incontro fallimentare tra Trump e Zelensky, e di un meeting avvenuto successivamente a Downing Street, in cui i leader europei si sono stretti attorno a Kyiv. Il 10 marzo però, delegazioni di Washington e di Kyiv si sono incontrate a Gedda, in Arabia Saudita, e dopo più di 8 ore di trattative gli Stati Uniti hanno deciso di riprendere la spedizione di armi all’Ucraina, con la proposta di un cessate il fuoco di 30 giorni. «La palla adesso passa alla Russia» afferma il Segretario di Stato statunitense Marc Rubio, che porterà l’offerta di pace a Putin, come riporta Reuters.

«La speranza è che la Russia risponda affermativamente il prima possibile, in modo tale da poter passare alla seconda fase, cioè ai veri negoziati», sostiene.

Putin, tuttavia, si dice aperto a trattative di pace, ma alle sue condizioni, affermando di essere contro un cessate il fuoco e di poter sostenere solo un accordo che salvaguardi la sicurezza a lungo termine del suo paese. «Qualsiasi accordo sarà alle nostre condizioni, non a quelle statunitensi» ha affermato un’influente personalità russa.

Intanto, si moltiplicano le voci di chi vede un’Europa sempre più debole e divisa, specialmente dopo la proposta del ReArm Europe, a cui viene mossa la critica di non essere un piano per la difesa comune ma una soluzione a 27 stati. Come riporta Eunews, infatti, il gruppo dei Socialdemocratici ha affermato la necessità di una «visione strategica» per cui «gli investimenti sulla difesa non devono essere a spese del modello sociale europeo», altrimenti c’è il rischio di «indebolire le fondamenta della nostra democrazia». Questo quanto sostenuto dalla Capogruppo dei Socialdemocratici al Parlamento Europeo Iratxe García Pérez.

Tirando le somme, coloro che hanno votato a favore della risoluzione sul Libro bianco per la difesa, contenente il ReArm Europe, sono: il Partito Popolare Europeo, i Liberali del Renew Europe e i Socialdemocratici, che alla fine hanno dato il loro consenso, non senza divisioni interne, come nel Partito Democratico (con 11 astenuti e 10 favorevoli). I Conservatori e Riformisti Europei hanno riscontrato mediamente le stesse divisioni, con Fratelli D’Italia favorevole e il partito conservatore polacco Diritto e Giustizia contrario. Anche i Verdi si sono divisi, ma la maggioranza ha prevalso con il “sì”. Alla fine dei giochi, i voti favorevoli sono 419, contrari 204 e astenuti 46, come riporta Eunews.

“Difesa comune” è pertanto l’attuale motto dell’Unione Europea. Ma con gli ultimi risultati, c’è in ballo la stessa Comunità.

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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