martedì, 1 Aprile 2025
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Meloni: «Quella di Ventotene non è la mia Europa»

È scontro sul federalismo europeo dopo le recenti affermazioni della Presidente del Consiglio sul Manifesto di Ventotene, pilastro dell’Unione Europea

Mercoledì 19 si è tenuta alla Camera dei deputati la seduta precedente il Consiglio Europeo, fissato per il 20 e il 21 marzo. La Premier Meloni, in un chiaro riferimento alla manifestazione del 15 marzo “Insieme per l’Europa”, che ha visto una Piazza del Popolo gremita, con oltre 50 mila presenze, ha citato il Manifesto di Ventotene, estrapolandone e commentando i seguenti passaggi:  “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista”; “La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso”; “Nelle epoche rivoluzionarie, in cui le istituzioni non debbono già essere amministrate, ma create, la prassi democratica fallisce clamorosamente”. Dopo queste citazioni, estrapolate dal loro contesto, ha aggiunto: «Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia».

Le opposizioni sono insorte, Swissinfo riporta alcuni commenti chiave in risposta al discorso di Meloni, come quello di Federico Fornaro, deputato del PD, che in un intervento molto sentito ha asserito «Quanto avvenuto in questo Camera è un atto grave contro il Parlamento e contro il Paese». «Non è accettabile fare la caricatura di quegli uomini. Lei, presidente Meloni, siede in questo Parlamento anche grazie a loro, questo è un luogo sacro della democrazia e noi siamo qua grazie a quei visionari di Ventotene che erano confinati politici. Si inginocchi la Presidente del Consiglio di fronte a questi uomini e queste donne, altro che dileggiarli» ha aggiunto, sottolineando come il manifesto sia «l’inno di un’Europa federale contro i nazionalismi, che sono stati il cancro del XX secolo».

Nelle ultime ore, ha primeggiato tra l’opposizione il pensiero che con quel girare le spalle a Rossi e Spinelli, la premier si sia accomodata sulle certezze di protezione e condivisione di vedute da parte di paesi a governo conservatore, mentre la sua promessa di fare da ponte tra Europa e Stati Uniti vada a indebolire de facto quello tra Italia ed Europa, come chiarisce un post del Partito Democratico su Instagram, che riprende alcuni punti del discorso della Segretaria Elly Schlein in risposta a Meloni. «Quali interessi sta facendo? chiede la Segretaria dem, “quelli dell’Italia o quelli degli amici?» (gli Stati Uniti, n.d.r.).

In un momento di ripresa del confitto a Gaza e di un’Ucraina la cui tanto agognata pace potrebbe risiedere sui soli accordi tra Stati Uniti e Russia, preoccupa la situazione di un’Europa che, nata per l’unità, si ritrova a dover affrontare contesti come quelli della Turchia, in cui il sindaco di Istanbul è stato arrestato perché tra i principali oppositori di Erdogan, nonché in procinto di candidarsi alle presidenziali, come riporta la BBC.

Alla fine dei giochi, la visione d’insieme risulta quella di un panorama geopolitico sferzato da venti contrari e, attenendosi a questa visione, il piano di riarmo proposto dalla Von der Leyen parrebbe suggerire una conferma dell’ormai arrendevole divisione degli Stati alla vittoriosa irrequietezza nazionalista, che sin dall’ultima ascesa internazionale delle destre conservatrici, scalpita per far sentire la sua voce.

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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