mercoledì, 7 Gennaio 2026
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Taiwan sotto pressione: la strategia militare cinese preoccupa l’Indo-Pacifico

La Cina ha intensificato le attività militari attorno a Taiwan, aumentando la pressione su Taipei e suscitando preoccupazione anche in Giappone e negli Stati Uniti. Le manovre alimentano il rischio di incidenti e di escalation nello Stretto di Taiwan.

Negli ultimi giorni la Cina ha intensificato in modo significativo le proprie attività militari nelle acque dell’Indo-Pacifico e attorno a Taiwan. Ciò ha alimentato notevolmente le preoccupazioni di Taipei e degli attori internazionali, in particolare degli Stati Uniti e del Giappone. Le operazioni cinesi includono esercitazioni militari complesse, in grado di sviluppare notevoli capacità nell’ambito aerospaziale, navale e cibernetico.

Come riportato da Reuters, tra le azioni più preoccupanti per le autorità taiwanesi vi è il transito della nuova portaerei cinese Fujian nello Stretto di Taiwan, affiancata da navi di supporto e da un numero sempre crescente di voli militari dell’Esercito Popolare di Liberazione. Taipei considera queste operazioni una strategia di pressione graduale per ridurre lo spazio politico e di manovra militare di Taiwan: nello Stretto, aerei e navi militari cinesi e taiwanesi operano spesso a distanza ravvicinata, in uno spazio ristretto, che aumenta notevolmente la possibilità di un attacco non intenzionale. Ciò richiede un’adeguata intercettazione degli aerei militari cinesi che si avvicinano o attraversano lo spazio aereo dell’isola. Un qualsiasi errore umano, un problema tecnico o un errore di comunicazione potrebbero provocare una collisione o un avvicinamento aggressivo, con il rischio di essere interpretato da Pechino come una provocazione da parte di Taiwan.

L’agenzia di stampa britannica ha evidenziato anche le forti preoccupazioni del Giappone, che ha denunciato diversi episodi pericolosi, tra i quali emerge in modo significativo l’utilizzo di sistemi radar offensivi dei jet cinesi contro velivoli giapponesi impegnati in missioni di sorveglianza. Per Tokyo le operazioni militari di Pechino rappresentano una minaccia alla sicurezza regionale. Il Giappone considera la stabilità dello Stretto di Taiwan una questione cruciale: lo scoppio di una crisi militare nella zona metterebbe a rischio le rotte marittime da cui Tokyo dipende per l’energia e il commercio e rafforzerebbe la presenza militare cinese in un’area strategica vicina al territorio giapponese, minacciando la sicurezza del Paese.

In risposta alle attività militari cinesi, il Giappone e gli Stati Uniti hanno rafforzato la cooperazione militare attraverso esercitazioni congiunte che hanno coinvolto bombardieri statunitensi a lungo raggio B-52, affiancati da velivoli di combattimento giapponesi, secondo quanto riportato dall’Associated Press e dal quotidiano statunitense The Wall Street Journal.

Nel complesso, le attività militari cinesi seguono un disegno preciso: non si tratta di manovre occasionali, ma di operazioni frequenti e ripetute nel tempo, capaci di minare l’equilibrio dell’Asia orientale, rafforzando la presenza di Pechino nell’Indo-Pacifico, aumentando la pressione su Taiwan e modificando gradualmente lo status quo a proprio favore.

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