martedì, 20 Gennaio 2026
HomeGeneraliVenezuela, la cattura di Nicolás Maduro divide la scena internazionale

Venezuela, la cattura di Nicolás Maduro divide la scena internazionale

La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti ha provocato una forte ondata di reazioni a livello globale, tra condanne, prese di posizione caute e interrogativi sul rispetto del diritto internazionale.

Il 3 gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare in Venezuela finalizzata alla cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie, trasferiti successivamente negli USA con l’accusa di narcotraffico. Secondo un’analisi di Chatham House, uno dei principali think tank di politica internazionale, l’operazione ha scatenato un’intensa reazione internazionale, che ha messo in discussione i limiti del diritto internazionale, la sovranità statale e l’equilibrio geopolitico della regione.

Tra le reazioni più critiche emergono quelle di Russia e Cina, due partner storici del Venezuela. Come riportato dall’agenzia di stampa britannica Reuters, Mosca ha definito la cattura di Maduro un “atto di aggressione armata” e una grave violazione della sovranità venezuelana, sollecitando un’opposizione da parte della comunità internazionale a un episodio che potrebbe divenire un precedente per altri. Allo stesso modo, la Cina ha denunciato e condannato l’uso della forza contro uno Stato sovrano e ha ribadito la necessità di rispettare il diritto internazionale.

La reazione in America Latina è stata in larga misura sfavorevole: il presidente della Colombia, Gustavo Petro, e il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva hanno definito l’intervento un assalto alla sovranità del Paese, capace di destabilizzare l’intero continente, come confermato da Arab News. Anche il Messico ha fortemente condannato l’intervento militare statunitense, manifestando una notevole preoccupazione per la stabilità regionale. Contrariamente, altri paesi come Argentina, Ecuador e Perù hanno espresso il loro sostegno, ribadendo la necessità di un governo alternativo a quello di Maduro e, di conseguenza, di una transizione democratica in Venezuela.

L’Unione europea ha avuto una reazione più articolata: più volte ha sollecitato il rispetto del diritto internazionale, individuando il rispetto della sovranità del Paese e della legalità internazionale come requisiti fondamentali per una qualsiasi risoluzione della crisi venezuelana. Se da un lato alcuni paesi membri, come Spagna e Francia, hanno criticato apertamente l’uso della violenza e della forza da parte degli Stati Uniti e sottolineato la necessità di una soluzione che abbia il pieno consenso del popolo venezuelano, dall’altro, diversi governi europei hanno espresso sostegno all’idea di una transizione democratica nel Paese. Ciò ha evidenziato fratture profonde tra i paesi membri dell’UE nella gestione della crisi.

La cattura di Maduro ha evidenziato forti tensioni geopolitiche: mentre gli Stati Uniti sostengono di aver agito per combattere il narcotraffico e ristabilire la democrazia in Venezuela, altri stati definiscono l’operazione un precedente che potrebbe legittimare in futuro altre violazioni della sovranità nazionale di un Paese. La comunità internazionale resta frammentata.

RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti