Sanae Takaichi ha ottenuto una netta vittoria alle elezioni anticipate, confermando una maggioranza solida che le consentirà di guidare l’Esecutivo giapponese.
La premier, eletta presidente del Partito Liberal Democratico (LDP) all’inizio di ottobre 2025, intende apportare diverse modifiche alla Costituzione nel corso del suo mandato, come riportato dalla CNN. Tra i cambiamenti, anche la revisione dell’articolo che sancisce il ripudio della guerra da parte del Giappone. Tuttavia, oltre alle revisioni costituzionali di stampo conservatore, che seguono l’orientamento politico della premier, Takaichi ha delineato un programma economico preciso per il Paese.
Il Giappone, secondo la BBC, affronta da tempo numerose difficoltà economiche: da una crescita lenta a un debito pubblico annoverato tra i più alti del mondo, e una popolazione in progressivo invecchiamento e calo demografico. La strategia di Takaichi prevede un’inversione di rotta, che segue il modello auspicato dal suo mentore, nonché ex primo ministro del Giappone, Shinzo Abe: un incremento della spesa pubblica per dare impulso alla crescita e bassi tassi di interesse per sostenere gli investimenti. Tuttavia, specifica la BBC, Abe operava in un contesto più favorevole, poiché caratterizzato da prezzi in calo, lo yen era più forte e una Cina meno dominante sul piano economico. Oggi, invece, il Giappone cresce molto più lentamente, e la situazione geopolitica è cambiata.
Ciononostante, il Giappone rimane comunque la quarta economia mondiale e, secondo Tomohiko Taniguchi, consulente politico ed ex autore dei discorsi di Shinzo Abe, Takaichi ha la possibilità di orientare il Paese nella direzione ritenuta più efficace. L’idea della presidente è una spesa maggiore per dare impulso alla crescita, accompagnato da una riduzione della pressione fiscale: «la priorità è la crescita, non il risparmio», ha affermato. La premier ha spinto in tal senso anche considerando l’aumento esponenziale dei prezzi di beni di prima necessità come il riso, il cui costo nel 2025 è raddoppiato. Tuttavia, Keiichiro Kobayashi, professore di Economia all’Università Keio, sostiene che «un aumento della spesa stimolerebbe l’inflazione e aumenterebbe il costo della vita», mentre sarebbe meglio lasciare che la Banca del Giappone continuasse ad aumentare i tassi di interesse per combattere l’inflazione, limitando invece la spesa pubblica. Questo perché, secondo Kobayashi, gli investitori stranieri sono meno attratti da bassi tassi di interesse e da una spesa pubblica elevata, poiché la moneta perde valore.
Sul piano geopolitico, invece, il Giappone deve affrontare sfide economiche urgenti, come riporta la BBC. Infatti, non solo la Cina, ma anche il Vietnam e altri paesi asiatici stanno recuperando terreno a livello di dimensioni economiche e sul piano industriale. Inoltre, Pechino rimane il maggiore partner commerciale di Tokyo, e Takaichi è consapevole della necessità di spingere sul commercio per aumentare la tanto auspicata crescita interna, che richiede tempo. Intanto, la premier ha inserito nella lista delle priorità una riduzione della dipendenza da Pechino su minerali rari e prodotti farmaceutici, nonché l’aumento della spesa per la Difesa, iniziativa che rientra anche negli auspici di Washington e che la BBC definisce «controversa», se si considera la Costituzione pacifista del Giappone.


