mercoledì, 8 Aprile 2026
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Incontro Meloni-Tebboune per fronteggiare la crisi energetica

Il conflitto in Medio Oriente ha evidenziato la forte dipendenza energetica dell’Europa. Nel quadro di una possibile crisi energetica, l’Italia rafforza le relazioni commerciali con l’Algeria.

Con l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente aumenta la difficoltà nel reperire petrolio e gas da parte dell’Europa. Uno degli effetti più preoccupanti è la carenza di carburante dovuta alla guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran: tra la chiusura dello stretto di Hormuz e i bombardamenti dei siti petroliferi nei Paesi del Golfo, una crisi energetica nel prossimo futuro appare sempre più probabile. Per questo motivo, i diversi Paesi europei stanno cercando di evitare una vera e propria emergenza, sia insistendo sulla mediazione per porre fine al conflitto, sia stringendo accordi e partenariati per garantirsi forniture energetiche.

È in questo contesto di tensione che ha avuto luogo la visita della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria, dove ha incontrato il Presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. L’obiettivo di questi colloqui è il rafforzamento delle relazioni tra i due Stati, definite “già molto solide”, per aumentare le esportazioni di gas verso l’Italia. Ciò avverrebbe grazie alla cooperazione delle principali aziende energetiche dei due Paesi, Eni e Sonatrach, nella ricerca di nuove modalità di estrazione offshore e di utilizzo dei gas di scisto, come riportato da Reuters.

Tuttavia, stando a quanto detto da Al Jazeera, i tempi e le modalità dell’aumento del flusso non sono ancora stati definiti: l’Algeria potrebbe non avere la possibilità di aumentare l’esportazione in quanto il consumo interno assorbe circa la metà della produzione attuale e la domanda interna è in crescita. Inoltre, è possibile che questo accordo non sia sufficiente a compensare la quantità di gas naturale liquefatto (GNL) che l’Italia importava dal Qatar prima della guerra, pari a circa il 31% delle importazioni. Una quantità difficilmente sostituibile in tempi brevi, ma i 3-5 anni previsti per il ripristino degli impianti qatarioti rendono questa misura necessaria.

Circostanze come quelle attuali mettono in luce la forte dipendenza energetica dell’Italia, che produce il 44% della sua energia elettrica da centrali a gas, una percentuale più alta rispetto alla media europea del 17%. Perciò è fondamentale, nel breve periodo, la ricerca di partner affidabili per affrontare un’eventuale crisi energetica; in questo senso, l’Algeria sembra essere il candidato ideale per via del suo bisogno di investimenti e nuove tecnologie, e dato anche il lungo rapporto economico e strategico che lega i due Paesi in base a quanto dichiarato da Decode39.  

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