Le tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti non sembrano placarsi, ma la diplomazia continua silenziosamente a muoversi: le due potenze, infatti, stanno cercando di porre le basi per un negoziato con l’obiettivo di arrivare a una tregua.
Come riportato da Al Jazeera, la sede scelta per i colloqui è il Pakistan, un Paese che ha già ricoperto in passato il ruolo di mediatore, contribuendo come attore chiave nei negoziati che portarono al ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan nel 1988. Le trattative tra Washington e Teheran hanno luogo presso il Serena Hotel a Islamabad in modalità indiretta, durante la quale le due delegazioni non si incontrano direttamente, ma comunicano le loro richieste a funzionari pakistani incaricati di fare da tramite.
La delegazione statunitense è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, accompagnato dall’inviato speciale Steve Witkoff, e da Jared Kushner, genero del presidente Trump. Per quanto riguarda l’Iran, il Paese è rappresentato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Affari Esteri Abbas Araghchi, scrive France24.
Il ruolo di Vance in questi colloqui è cruciale. L’ex senatore dell’Ohio, notoriamente critico verso le guerre interventiste, ha mantenuto un profilo basso dall’inizio del conflitto, restando lontano dai riflettori mentre lavorava a questa mediazione. Come riporta CNN, sarebbe stato proprio Donald Trump ad affidargli l’incarico, come segno di fiducia nelle sue capacità di esporre le istanze della Casa Bianca. Questa scelta è stata apprezzata anche dall’Iran, che lo considera un negoziatore più ragionevole rispetto a Witkoff e Kushner.
Il primo incontro tra le delegazioni è avvenuto l’11 aprile e ha avuto una durata di 15 ore. Nonostante l’ottimismo del Pakistan, l’Iran ha ridimensionato le aspettative definendo le richieste degli Stati Uniti “eccessive”. Il secondo colloquio, come riportato dalla BBC, era previsto per il 22 aprile; tuttavia, Vance non ha annunciato alcuna partenza e Teheran non ha fornito dettagli circa la sua partecipazione. Successivamente, Trump ha comunicato un prolungamento del cessate il fuoco, senza specificarne la durata, con l’obiettivo di concedere alle parti più tempo per raggiungere un accordo.
Secondo Al Jazeera, le richieste degli Stati Uniti includono l’interruzione definitiva del programma nucleare iraniano e la cessione delle scorte di uranio arricchito, mentre l’Iran intende mantenere il controllo strategico sullo Stretto di Hormuz.
Le possibilità di successo di questi incontri sono scarse, tuttavia, Vance potrebbe riuscire ad ottenere un accordo per la conclusione di una guerra sempre più impopolare. In ogni caso, a prescindere dai risultati, la sua partecipazione è fondamentale per il suo futuro politico, permettendogli di preservare la sua posizione anti-interventista.


