Con l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente aumenta la difficoltà nel reperire petrolio e gas da parte dell’Europa. Uno degli effetti più preoccupanti è la carenza di carburante dovuta alla guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran: tra la chiusura dello stretto di Hormuz e i bombardamenti dei siti petroliferi nei Paesi del Golfo, una crisi energetica nel prossimo futuro appare sempre più probabile. Per questo motivo, i diversi Paesi europei stanno cercando di evitare una vera e propria emergenza, sia insistendo sulla mediazione per porre fine al conflitto, sia stringendo accordi e partenariati per garantirsi forniture energetiche.
È in questo contesto di tensione che ha avuto luogo la visita della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria, dove ha incontrato il Presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. L’obiettivo di questi colloqui è il rafforzamento delle relazioni tra i due Stati, definite “già molto solide”, per aumentare le esportazioni di gas verso l’Italia. Ciò avverrebbe grazie alla cooperazione delle principali aziende energetiche dei due Paesi, Eni e Sonatrach, nella ricerca di nuove modalità di estrazione offshore e di utilizzo dei gas di scisto, come riportato da Reuters.
Tuttavia, stando a quanto detto da Al Jazeera, i tempi e le modalità dell’aumento del flusso non sono ancora stati definiti: l’Algeria potrebbe non avere la possibilità di aumentare l’esportazione in quanto il consumo interno assorbe circa la metà della produzione attuale e la domanda interna è in crescita. Inoltre, è possibile che questo accordo non sia sufficiente a compensare la quantità di gas naturale liquefatto (GNL) che l’Italia importava dal Qatar prima della guerra, pari a circa il 31% delle importazioni. Una quantità difficilmente sostituibile in tempi brevi, ma i 3-5 anni previsti per il ripristino degli impianti qatarioti rendono questa misura necessaria.
Circostanze come quelle attuali mettono in luce la forte dipendenza energetica dell’Italia, che produce il 44% della sua energia elettrica da centrali a gas, una percentuale più alta rispetto alla media europea del 17%. Perciò è fondamentale, nel breve periodo, la ricerca di partner affidabili per affrontare un’eventuale crisi energetica; in questo senso, l’Algeria sembra essere il candidato ideale per via del suo bisogno di investimenti e nuove tecnologie, e dato anche il lungo rapporto economico e strategico che lega i due Paesi in base a quanto dichiarato da Decode39.


