L’ Assemblea Nazionale nicaraguense, controllato dai fedelissimi dei copresidenti del Nicaragua Ortega e Murillo, ha approvato una riforma costituzionale che impedisce la partecipazione dei partiti di opposizione alle prossime elezioni e aumenta da sei a sette anni il mandato presidenziale.
Le ragioni di tale riforma sono da ricercarsi anche e soprattutto nelle relazioni che il Paese sudamericano intrattiene con gli Stati Uniti. Trump ha recentemente incaricato il Segretario di Stato Rubio di sollecitare gli altri Paesi a interrompere le proprie relazioni con il Nicaragua, senza però precisarne la natura, che potrebbe essere economica o diplomatica. Tuttavia, come riporta El Mundo, gli USA continuano a mantenere la loro ambasciatrice a Managua, Natasha Franceschi, nominata dopo l’annuncio da parte del governo sudamericano di voler sospendere le elezioni attraverso la nuova riforma. Inoltre, gli Stati Uniti rimangono il principale socio commerciale del Paese, rappresentando una destinazione fondamentale per le esportazioni nicaraguensi e mantenendolo saldo all’interno del Central America-Dominican Republic Free Trade Agreement (DR-CAFTA), un accordo tra gli USA, diversi Paesi dell’America Centrale (tra cui il Nicaragua) e la Repubblica Dominicana. Secondo El Mundo, la volontà di Ortega e Murillo di estendere il mandato presidenziale di un anno è un modo per far coincidere le elezioni in Nicaragua con quelle statunitensi del 2028, quando l’Amministrazione Trump sarà più debole. Il tutto, per Diana Luna, analista politica della fondazione tedesca Friedrich Naumann, rappresenta un ulteriore paradosso, in quanto il rapporto tra i due Paesi risiede nella forte dipendenza economica del Nicaragua dagli USA: «l’antiimperialismo degli Ortega-Murillo si basa concretamente sul mercato del loro nemico dichiarato, gli Stati Uniti», afferma a Deutsche Welle.
«Non tutti i Paesi che hanno delle relazioni diplomatiche con il Nicaragua possono essere considerati suoi alleati», è quanto sostiene a DW Ana María Méndez, direttrice per l’America Centrale dell’Ufficio di Washington per gli Affari Latinoamericani (WOLA). «Si pensi per esempio a Messico e Brasile, che conservano le loro relazioni con Managua nonostante abbiano espresso delle critiche per la situazione politica e democratica del Paese». Per Méndez, inoltre, bisogna distinguere tra i diversi tipi di rapporti intrattenuti dal Nicaragua con alcuni Paesi.
La Cina rappresenta soprattutto un alleato economico e politico, mentre la Russia è un particolare alleato per quanto riguarda sicurezza e difesa. Managua e Mosca hanno infatti stipulato accordi di cooperazione militare, con la presenza ancora attiva di poliziotti russi nelle forze di polizia nicaraguensi. Questi, tuttavia, non sono gli unici Paesi a mantenere delle solide relazioni con il Nicaragua. Anche l’Iran ha infatti rafforzato la cooperazione economica, commerciale e istituzionale.
Intanto, in alcuni ambienti diplomatici europei si inizia a mettere in discussione la presenza diplomatica in Nicaragua e ci si chiede fino a che punto si potranno tenere aperte le ambasciate in un Paese in cui la libertà di stampa appare in un processo di erosione senza fine.


