giovedì, 25 Luglio 2024
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Fallito il tentato colpo di stato in Bolivia

L'ex generale Zúñiga avrebbe tentato di prendere il controllo del paese, ma è stato fermato dalla folla di sostenitori del presidente in carica

Il 26 giugno, il palazzo presidenziale boliviano, così come altri uffici governativi, è stato preso d’assalto da un gruppo di soldati guidato dall’ex generale Juan José Zúñiga. L’obiettivo era quello di realizzare un colpo di stato e prendere il controllo delle principali istituzioni boliviane. Allo scopo i soldati si sono schierati in diverse zone della capitale, fra cui piazza Murillo. Nel tentato golpe sono stati impiegati anche mezzi corazzati, uno dei quali ha provato a sfondare l’ingresso del palazzo presidenziale.

Come riportato dalla BBC, il generale Zúñiga avrebbe dichiarato la sua intenzione di “restaurare la democrazia” e che, nonostante il rispetto nei confronti del presidente Arce, ci dovrà essere un cambio di governo. Ha poi dichiarato che le proprie azioni erano state ordinate dal governo stesso ai microfoni di molti giornalisti.

Poche ore dopo è arrivato l’intervento del presidente Luis Arce che ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori a “difendere la democrazia”. Al termine di un faccia a faccia tra il generale e il presidente, Zúñiga è stato ammanettato e fatto salire su una volante della polizia. Durante l’arresto, Arce è stato visto alzare il pugno chiuso verso la folla che si era accalcata davanti al palazzo presidenziale, in segno di vittoria.

«Non possiamo permettere mai più che colpi di stato portino via vite boliviane», ha affermato il presidente in un messaggio televisivo dopo il tentato golpe, per poi annunciare la nomina di nuovi generali. Anche l’ex presidente Morales ha condannato le azioni di Zúñiga e ha chiesto che venga incarcerato insieme ai suoi complici.

Come riportato dalla CNN, le motivazioni del generale non sono ancora del tutto chiare; tuttavia, Zúñiga, giorni prima del colpo di stato si è lanciato in diverse dichiarazioni riguardanti Morales, criticandolo duramente per il proprio operato e ritenendolo responsabile per la difficile situazione economica nella quale verte il paese. Aveva inoltre promesso che un ipotetico tentativo di Morales di candidarsi nuovamente sarebbe stato fermato in nome della democrazia. «Il popolo non ha futuro, ma l’esercito ha il coraggio per prendersi cura del futuro dei nostri figli, del benessere e del progresso del nostro popolo», avrebbe dichiarato il generale.

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