venerdì, 15 Maggio 2026
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Non è uno Stato, ma si comporta come tale: il caso Somaliland

La speranza di uno stato sovrano per il Somaliland crea nuovi interessi e nuovi equilibri nel Corno d'Africa

Il Somaliland è tornato al centro dell’attenzione geopolitica del Corno d’Africa dopo anni di isolamento diplomatico. La regione, che ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dalla Somalia nel 1991, continua a non ottenere il riconoscimento internazionale dalla maggior parte della comunità internazionale, pur funzionando da oltre trent’anni come uno Stato de facto con proprie istituzioni, valuta, esercito ed elezioni.

Negli ultimi anni il Somaliland ha assunto un peso crescente grazie alla sua posizione strategica sul Golfo di Aden, una delle principali rotte commerciali mondiali. Il porto di Berbera è diventato il fulcro degli interessi economici e strategici di diversi attori internazionali. Gli Emirati Arabi Uniti hanno investito centinaia di milioni di dollari nello sviluppo dell’infrastruttura attraverso DP World, trasformando il porto in uno snodo commerciale rilevante per l’intera regione, come riportato da Reuters.

Anche Addis Abeba guarda con interesse al Somaliland. L’Etiopia, il Paese senza sbocco sul mare più popoloso al mondo, ha intensificato negli ultimi anni i contatti con Hargeisa per ottenere un accesso strategico al mare attraverso il porto di Berbera. L’intesa tra le parti ha provocato crescenti tensioni geopolitiche con la Somalia, che continua a considerare il Somaliland parte integrante del territorio somalo. Come riportato da The Guardian, il governo somalo ha accusato l’Etiopia di minare la sovranità nazionale, in un contesto di crescente instabilità regionale.

Inoltre, il Somaliland sta cercando di rafforzare la propria influenza internazionale anche sul piano diplomatico. La leadership locale punta da tempo a ottenere un riconoscimento ufficiale che permetterebbe al territorio di consolidare relazioni economiche e politiche con altri Stati. In questo contesto si inseriscono i rapporti con Israele. Come riportato da Al Jazeera, Tel Aviv ha avviato colloqui per rafforzare le relazioni diplomatiche e commerciali, ed è divenuto il primo Paese membro ONU a riconoscere il Somaliland come stato sovrano nel dicembre del 2025, attirando l’attenzione di diversi Paesi del Corno d’Africa e del Medio Oriente.

La crescente attenzione internazionale verso il Somaliland non riguarda solamente la politica. Il territorio è considerato strategico anche dal punto di vista militare e commerciale, soprattutto per il controllo delle rotte marittime vicine allo stretto di Bab el-Mandeb, passaggio fondamentale per il commercio globale e per il traffico energetico tra Asia, Medio Oriente ed Europa. La posizione geografica del Somaliland lo rende inoltre un punto di osservazione rilevante per le attività militari nel Mar Rosso, area diventata sempre più sensibile negli ultimi anni, anche a causa del conflitto in Yemen e delle attività degli Houthi nel Mar Rosso.

Nonostante l’assenza di un pieno riconoscimento internazionale, il Somaliland è riuscito a mantenere una relativa stabilità interna rispetto ad altre aree della Somalia, limitando la presenza di gruppi jihadisti e consolidando istituzioni locali funzionanti. Tuttavia, il territorio resta al centro di tensioni geopolitiche sempre più rilevanti, in un contesto in cui sicurezza, interessi economici e competizione internazionale continuano a intrecciarsi nel Corno d’Africa.

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