La mossa politica di Nigel Farage, dimessosi da parlamentare per ricandidarsi nel collegio di Clacton-on-Sea, doveva servire a distogliere l’attenzione dalle accuse di corruzione sul suo conto, presentandosi come vittima di un establishment politico deciso a impedirne l’ascesa. Tuttavia, sono in molti a pensare che, stavolta, il diversivo non funzionerà. «Anche se dovesse vincere le suppletive di Clacton, ho diversi dubbi sul fatto che possa sopravvivere politicamente» afferma Aaron Winter, professore di sociologia all’Università di Lancaster, ai microfoni di El País. «In questo caso la sua immagine si è fortemente deteriorata. Dubito che ci sarà una grande partecipazione elettorale, o che venga ampiamente sostenuto». Già nel 2021, il leader di Reform UK aveva abbandonato la leadership del partito, tornando solo nel momento da lui considerato propizio per la vittoria. Ed è ciò che potrebbe avvenire, secondo il quotidiano spagnolo, se anche le suppletive di Clacton si rivelassero un fallimento.
Tuttavia, afferma Winter, se Farage e il suo partito sparissero dalla scena politica, «tutta la retorica contro l’immigrazione persisterebbe nel Regno Unito, a meno che qualcuno a sinistra non introduca una svolta nel dibattito, presentando proposte di cambiamenti strutturali». La figura di Farage può aver perso popolarità ma non le sue idee che, secondo Winter, «restano incorporate al dibattito pubblico».
Si tratta di idee che lo hanno consacrato vincitore nel 2024, anno del suo rientro nel partito, accrescendo di gran lunga la sua popolarità nel Regno Unito e non solo. Come riporta France 24, Farage riesce a far crescere vertiginosamente le intenzioni di voto di Reform UK, sbancando sui social network (specialmente TikTok) e capitalizzando la crisi che in quel momento attraversava il Partito Conservatore. Le proposte che lo portano alla vittoria comprendono massicci tagli alle tasse, politiche migratorie severe e l’uscita del Regno Unito dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Reform UK diventa in questo modo la terza forza politica, ottenendo oltre quattro milioni di voti alle elezioni e cinque seggi in Parlamento. Nigel Farage, in quel momento, aspira a cavalcare l’ondata conservatrice che ha portato altri leader al governo del proprio paese, tra cui Meloni in Italia, Orbán in Ungheria, Milei in Argentina e Trump negli Stati Uniti.
Tuttavia, al momento attuale, l’elettorato britannico sembra aver perso fiducia nella persona di Farage. Secondo un sondaggio di Public First riportato da Politico, la maggioranza degli intervistati ritiene che l’espediente di dimettersi per poi ricandidarsi non sia altro che «una perdita di tempo e di denaro». Il 44% degli elettori, inoltre, non lo considera una vittima dell’establishment politico, messaggio che Farage vuole far passare quando si riferisce alle suppletive di Clacton come a elezioni del «popolo contro l’establishment».
A eludere ogni dubbio ci pensa Count Binface, l’oppositore di Farage più quotato alle suppletive, un comico travestito da bidone della spazzatura che avanza una serie di proposte politiche scherzose. I cittadini intervistati lo considerano più affidabile di Farage, a riconferma del deterioramento della popolarità di quest’ultimo, che appare in caduta libera.


