Nelle acque a nord-ovest di Itbayat nell’arcipelago di Batanes, la Guardia Costiera filippina ha intercettato nei giorni scorsi la Jia Hai Ke 7, una nave di ricerca cinese. Un episodio che riporta al centro dell’attenzione una regione a poche centinaia di chilometri da Taiwan e un corridoio strategico dell’Indo-Pacifico.
Secondo Reuters, il 1° ottobre la guardia costiera filippina ha impiegato la BRP Teresa Magbanua, la sua nave più grande, e un aereo per allontanare la nave cinese.
Manila ha sostenuto che la nave cinese stesse conducendo attività di ricerca scientifica marina non autorizzate nella zona economica esclusiva delle Filippine. Durante l’operazione di allontanamento è intervenuta anche una nave della China Coast Guard, aumentando ulteriormente le tensioni tra le parti, anche a causa di un possibile collegamento con il governo cinese, considerando che la Jia Hai Ke 7 è di proprietà privata. L’ambasciata cinese a Manila ha spiegato che la nave di ricerca «stava conducendo normali operazioni in acque sotto la giurisdizione cinese», accusando le Filippine di molestie e sollecitandole a non interferire con le attività di ricerca scientifica di Pechino.
The Philstar ha riportato che la Jia Hai Ke 7 si è allontanata dopo una “pressione prolungata” da parte della guardia costiera. Le principali preoccupazioni del governo filippino riguardano l’utilizzo di tecniche di AIS spoofing, attraverso le quali la nave cinese avrebbe trasmesso dati di posizione non corrispondenti alla sua reale localizzazione. La nave sarebbe stata registrata in Papua Nuova Guinea solo venti ore dopo essere partita dalla Cina, mantenendo però la stessa posizione per quattro giorni nelle acque di Batanes.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda i possibili dati raccolti sui fondali e lungo i corridoi dei cavi sottomarini nello Stretto di Luzon, infrastrutture strategiche per le comunicazioni.
La posizione strategica di Batanes rende l’episodio particolarmente significativo. L’arcipelago si trova tra l’isola filippina di Luzon e Taiwan, lungo lo Stretto di Luzon, e si inserisce nella cosiddetta First Island Chain, la catena di isole che si estende dal Giappone passando per Taiwan e le Filippine.
Si tratta di un elemento geografico fondamentale nella competizione strategica tra Cina e Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Il concetto di First Island Chain, di natura geopolitica e militare, viene utilizzato per descrivere una linea strategica volta a limitare l’accesso della Cina all’Oceano Pacifico. Nel periodo successivo alla Guerra fredda, tale concetto ha assunto una crescente rilevanza nel quadro della competizione strategica tra Stati Uniti e Cina.
La rilevanza strategica di Batanes è cresciuta anche sul piano militare, oltre che per il suo ruolo nel passaggio dei cavi sottomarini. Come riporta il South China Morning Post, le isole di Batanes sono state utilizzate per esercitazioni congiunte tra Filippine e Stati Uniti, durante le quali sono stati anche dispiegati i sistemi NMESIS e MADIS. Separatamente, gli Stati Uniti hanno previsto il dispiegamento del sistema NMESIS a Yonaguni, in Giappone, a circa 110 chilometri da Taiwan.
Batanes assume così un ruolo crescente nelle strategie di deterrenza statunitensi e filippine. La sua vicinanza a Taiwan la rende strategica per gli equilibri dell’Indo-Pacifico, mostrando come l’arcipelago sia un punto in cui si intrecciano interessi diversi tra Pechino, Manila e Washington.


