giovedì, 14 Maggio 2026
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Italia: Nucleare sì o no? Dopo 40 anni si riapre il dibattito e cresce l’interesse verso il torio.

L’Italia riapre il dibattito sul nucleare in un contesto geoeconomico instabile. Intanto India e Cina avanzano su tecnologie sperimentali come il torio, mostrando quanto l’Italia rischi di restare indietro senza una strategia chiara.

In un contesto geoeconomico sempre più instabile, dove l’Unione europea finanzia la difesa ucraina contro l’invasione russa, Kiev sollecita l’UE a irrigidire l’embargo sulle importazioni di petrolio russo mentre, in sordina, è la stessa Ucraina ad acquistarlo attraverso la Bulgaria, la globalizzazione ha creato un mondo inevitabilmente interdipendente e poco etico. A seguito della guerra in Ucraina e delle tensioni nello Stretto di Hormuz, creare un’indipendenza energetica interna a livello italiano e/o europeo sarebbe stata la soluzione più stabile, economica, ma anche vantaggiosa per le tasche dei cittadini. Tuttavia, nonostante le centrali nucleari francesi siano al confine da circa 50 anni, in Italia si torna timidamente a parlare di questo argomento.

France 24 descrive la strategia del governo Meloni come un tentativo di “rompere il tabù” che ha bloccato l’atomo dopo i referendum del 1987 e del 2011. L’emittente francese sottolinea che, pur avendo riaperto la porta al nucleare, qualsiasi reattore non sarebbe operativo prima del 2035, anche nello scenario più ottimistico, a causa dei tempi di autorizzazione, costruzione e formazione del personale.

Una valutazione ancora più severa arriva dal World Nuclear Industry Status Report, citato da Montel News (Norvegia/UE). Gli analisti parlano di uno scenario irrealistico nel breve termine. Secondo gli esperti intervistati, infatti, i piani italiani sono irrilevanti per i flussi energetici europei almeno fino al 2050, poiché il Paese dovrebbe ricostruire da zero un’industria nucleare, creare un’autorità di sicurezza indipendente e soprattutto risolvere la questione delle scorie, poiché non esiste ancora un deposito nazionale per le scorie.

Anche le analisi di Stratfor Worldview insistono sul fatto che l’Italia stia pagando decenni di indecisioni politiche. Si osserva che, pur avendo approvato una legge quadro per reintrodurre il nucleare, il Paese dovrà attendere almeno fino al 2027 per completare il quadro regolatorio e solo dopo potrà avviare la fase industriale. Questo significa che l’Italia, pur avendo annunciato l’obiettivo di reintrodurre l’atomo entro il 2030, non potrà realisticamente farlo prima di anni di iter burocratici.

L’International Atomic Energy Agency (IAEA) conferma invece che Paesi come India e Cina stanno già investendo in reattori sperimentali al torio, considerandolo un combustibile potenzialmente più pulito ed efficiente. L’India, in particolare, ha sviluppato l’Advanced Heavy Water Reactor, progettato per sfruttare il torio come parte della sua strategia energetica a lungo termine.

Il torio potrebbe essere una leva strategica per le attività di R&S italiane nel settore del nucleare anche se ancora in fase sperimentale. Attraverso ingenti investimenti infatti, l’Italia potrebbe ambire a posizionarsi tra i Paesi pionieri con reattori nucleari attraverso l’uso del suddetto metallo radioattivo naturale. Vi sono alternative però e il potenziale del Paese è ampio: oltre a biomasse e rinnovabili, l’energia solare, l’eolico (soprattutto offshore), l’idroelettrico attraverso il revamping degli impianti esistenti, la geotermia, in cui è storicamente pioniera, e il biometano agricolo, senza escludere in prospettiva le tecnologie nucleari di nuova generazione come gli SMR o i reattori sperimentali al torio. Tuttavia, nonostante un know-how industriale d’eccellenza garantito da aziende come Ansaldo, Enel, Leonardo e Nuclitalia, l’Italia continua a rimanere indietro a causa di divergenze politiche che rallentano l’innovazione e fanno perdere svariati anni sulla tabella di marcia mondiale, mentre grandi potenze e Paesi emergenti si distinguono per la capacità di leadership, bypassando la burocrazia per concentrarsi sui fatti.

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