In un’epoca ricca di cambiamenti sempre più rapidi e radicali, le città sono lo specchio delle trasformazioni economiche e sociali in atto.
Una delle conseguenze di questi mutamenti è la gentrificazione, un fenomeno che ha raggiunto dimensioni tali da essere oggetto di un report del Parlamento Europeo sulla situazione abitativa: i dati mostrano che tra il 2015 e il 2024 il prezzo delle abitazioni è salito del 53 %, e quello degli affitti del 27,8 %. Le principali motivazioni sono la pandemia di COVID-19, l’incremento degli affitti a breve termine e un’edilizia sociale non in grado di sostenere l’aumento della popolazione in città per motivi di studio e lavoro.
Il caso di Berlino, una città nota per la sua inclusività, che oggi sta cambiando radicalmente volto, è uno dei più rappresentativi. Secondo quanto riportato da Meer, la ricerca di un’abitazione per chi non ha la possibilità di adattarsi ai prezzi di un mercato in costante crescita è tutt’altro che semplice, e spesso provoca un senso di frustrazione verso un sistema che non sembra ascoltare le necessità dei cittadini. Questo effetto ha ripercussioni anche sugli storici club e sugli spazi comuni: da sempre anima della capitale tedesca, oggi sono minacciati dalle pressioni economiche, che spesso causano la chiusura di questi spazi.
Un’altra città che manifesta gli stessi effetti della gentrificazione è Barcellona, dove la crescita costante dei prezzi degli affitti ha portato i proprietari di appartamenti a preferire il mercato turistico. Citando El País, nel 2017 è iniziata la trasformazione della Rambla, un viale ricco di negozi per turisti e ristoranti di scarsa qualità, ma che per i residenti rappresenta solo il confine tra il quartiere Gotico e El Raval. L’obiettivo dei lavori è, da un lato, dare più spazio ai negozi locali e aumentare le aree pedonali e il verde per offrire ai turisti “una città autentica e non un parco a tema”; dall’altro, si propone di riportare i residenti nella zona. Tuttavia, nonostante il termine dei lavori sia previsto per il 2027, non sono ancora state trovate soluzioni per affrontare la crisi abitativa.
Per quanto riguarda l’Italia, è interessante il caso di Milano, protagonista di profonde trasformazioni dopo la vittoria del bando per le Olimpiadi Invernali del 2026. In particolare, secondo il Guardian, gli effetti sono evidenti nel quartiere di Porta Romana, sede del villaggio olimpico, dove i prezzi degli immobili sono aumentati rispetto alla media nazionale. Anche a Cortina, sede della maggior parte degli eventi sportivi, si è verificata una dinamica simile: qui, le piccole attività a gestione familiare si trovano costrette a competere con hotel e ristoranti di lusso, che restano vuoti per la maggior parte dell’anno.
Per porre rimedio all’emergenza e garantire il diritto alla casa, nel 2025 la Commissione europea ha istituito un comitato speciale per analizzare la crisi abitativa e contrastarne le cause. Dato che le cause del fenomeno sono simili nei diversi Paesi dell’Unione, appare necessaria una strategia comune su più livelli adattabile alle diverse realtà regionali.


