Hernán Cortés fu un conquistador spagnolo che distrusse l’impero azteco e conquistò il Messico. Con il tempo, le istituzioni hanno provato a ricucire una ferita che continua a segnare le radici del Paese, specialmente tra i rappresentanti delle comunità indigene, che accusano Cortés di «crimini contro l’umanità».
Isabel Díaz Ayuso, presidente conservatrice della Comunità di Madrid, si è recata in Messico per un viaggio istituzionale, accompagnato da una grande polemica scaturita dalle parole di elogio della presidente verso Cortés. In realtà, le intenzioni di Ayuso erano chiare ancor prima di pronunciare il suo discorso. Come riporta El País, infatti, un’ora prima dell’apertura dell’evento al quale Ayuso doveva partecipare insieme ad altre figure di destra, parte del quale doveva tenersi presso la Cattedrale di Città del Messico, l’Arcidiocesi ne annuncia la cancellazione: «l’Eucarestia non è un atto simbolico per esaltare persone o fatti storici» scrive in un comunicato.
Poco dopo, arrivano in risposta le parole di altri politici e artisti protagonisti dell’evento: «il meticciato è frutto dell’evangelizzazione. Proprio per questo volevamo celebrarlo nella Cattedrale dello Zócalo, una chiesa fatta costruire da Cortés» afferma Nacho Cano, compositore e musicista spagnolo, aggiungendo che «senza Cristo non ci sarebbe il cristianesimo. Senza Cortés non ci sarebbe il Messico».
Ayuso sottoscrive: «Il meticciato è un messaggio di speranza e allegria» afferma, rivendicando la conquista spagnola come «un processo di civilizzazione». Le sue parole hanno rappresentato, soprattutto per le comunità indigene, una vera e propria provocazione politica, scatenando un dibattito che da anni le istituzioni spagnole e messicane cercano di incanalare all’interno di rapporti diplomatici basati sul rispetto reciproco. Secondo El País, infatti, il Re di Spagna aveva recentemente riconosciuto gli abusi della colonizzazione, mentre Sánchez e Sheinbaum, presidente del Messico, continuano a lavorare per il superamento di tale conflitto, ormai simbolico.
Tuttavia, secondo Mexico News, tali dichiarazioni potrebbero riaccendere le tensioni diplomatiche, vanificando il miglioramento delle relazioni bilaterali degli ultimi anni, senza contare l’ostilità tra le due leader. Precedentemente, Ayuso aveva attaccato Sheinbaum, che a sua volta aveva accusato la presidente della Comunità di Madrid di sostenere posizioni imperialistiche.
Durante l’evento, come riporta Efe, Ayuso ha dichiarato che il socialismo sta «provocando la morte della democrazia» in Messico e in Spagna, attribuendo tale deriva al partito al potere, il Movimento di Rigenerazione Nazionale (Morena), e affermando che una democrazia popolare non controllata dalla legge finisce per diventare «un covo di ladri». Nel suo intervento, la colonizzazione viene descritta come «parte di un’eredità comune», definizione che ha spinto le comunità indigene a pretendere delle scuse ufficiali per quella che è sembrata un’«esaltazione dei conquistadores».
Da parte sua, Sheinbaum ha commentato le parole di Ayuso durante un discorso per la commemorazione della battaglia di Puebla del 5 maggio: «A chi cerca di riabilitare Hernán Cortés e le sue atrocità: siete destinati alla sconfitta». Successivamente, rende noto Demócrata, la presidente messicana avrebbe suggerito di boicottare i Premios Platino, fino a ipotizzare la chiusura dell’hotel sede della cerimonia se Ayuso vi avesse partecipato.
Alla fine, quest’ultima ha deciso di disertare l’evento e di interrompere la visita in Messico per evitare ulteriori tensioni. Tuttavia, il comunicato rilasciato dalla Comunità di Madrid non ha risparmiato critiche a Sheinbaum, accusando il Messico di non aver ricambiato il rispetto mostrato dalla Spagna.


