venerdì, 30 Ottobre 2026
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Il caro gasolio paralizza l’Italia: dal blocco dei tir al decreto d’urgenza del Governo

L'impennata dei costi del carburante mette in ginocchio l'autotrasporto e svuota i supermercati. Dopo lo stop ai presidi e il varo delle prime risorse per i settori produttivi, la resa dei conti si sposta al tavolo di vertice tra Governo e sindacati

Il forte aumento dei prezzi dei carburanti — con la benzina arrivata a superare la soglia dei 2,02 euro al litro e il gasolio spinto fino a 2,26 euro dalle recenti tensioni geopolitiche — ha innescato nelle ultime settimane una vasta mobilitazione lungo tutta la Penisola. La protesta ha visto come protagonisti gli autotrasportatori, affiancati ben presto da agricoltori in presidio con i trattori e dalle marinerie della pesca con i pescherecci fermi nei porti. Nei giorni più caldi della crisi, la chiusura dei varchi portuali strategici e i rallentamenti ai nodi autostradali del Sud Italia hanno portato le città a un passo dalla paralisi. Le conseguenze sulla filiera della grande distribuzione si sono manifestate in modo immediato, con la mancanza di beni freschi e gli scaffali dei supermercati svuotati, come ampiamente documentato da Sky TG24.

Di fronte al rischio concreto di un blocco dell’approvvigionamento alimentare e dei servizi essenziali, il Viminale ha messo in campo misure di vigilanza rafforzata, scortando con le forze dell’ordine i convogli dei beni di prima necessità e avviando accertamenti su possibili violazioni dell’ordine pubblico o infiltrazioni. Allo stesso tempo, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge d’urgenza per stanziare nuove risorse a sostegno del sistema produttivo: come riportato da Reuters, il provvedimento ha previsto ulteriori 106 milioni di euro, oltre i 434 milioni già offerti e stanziati, destinati al settore dell’autotrasporto, 60 milioni di euro destinati agli agricoltori e 10 milioni per i pescatori, intervenendo sia sui crediti d’imposta per il gasolio sia su contributi straordinari per contenere i costi d’esercizio esplosi nei primi mesi dell’anno. A questa misura si è affiancato, proprio in concomitanza con il vertice del 27 ottobre e in vigore dal 28 ottobre al 7 novembre, un ulteriore intervento d’emergenza sul prezzo alla pompa: come precisato dall’ANSA, un decreto interministeriale ha disposto un nuovo taglio temporaneo delle accise sul gasolio di 4 centesimi al litro (pari a circa 4,9 centesimi considerando l’IVA), finanziato con 38,7 milioni di euro derivanti da un maggior gettito fiscale.

L’approvazione delle prime misure d’emergenza ha portato alla sospensione formale dei blocchi stradali e dei presidi da parte delle principali sigle e associazioni di categoria. La ripresa delle consegne, inizialmente favorita dalle scorte delle forze dell’ordine e successivamente dalla progressiva rimozione dei blocchi, ha consentito il riassortimento dei punti vendita: la rete dei supermercati e dei punti vendita ha così avviato il graduale riassortimento dei prodotti alimentari freschi, scongiurando un ulteriore peggioramento delle forniture ai cittadini.

Tuttavia, la partita rimane ancora aperta sul piano politico e strutturale. Il tavolo avviato a Roma il 27 ottobre rappresenta solo il primo passo di un confronto permanente: se lo sconto sulle accise offre un sollievo temporaneo, dalle decisioni dei prossimi vertici e dalla rapidità con cui le risorse giungeranno alle imprese dipenderà il definitivo rientro dello stato di agitazione nei prossimi mesi.

Autori

Marta Sileoni e Marika Napolitano
Studentessa del Corso di Laurea in Investigazione, criminalità e sicurezza internazionale
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