giovedì, 8 Dicembre 2022
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Anime: il fenomeno nipponico conquista sempre più il mondo

Aumentano esponenzialmente i fautori degli anime durante la quarantena: sempre più persone si appassionano ai cartoni e film d'animazione giapponesi

120 milioni. È il numero, secondo Netflix, delle abitazioni nelle quali è stato visto un contenuto anime nel 2020. Lo stesso anno, la piattaforma si è associata con le quattro case di produzione di film d’animazione più importanti – MAPPA, ANIMA & COMPANY, Science SARU e Studio Mir – con il fine di creare e valorizzare i cartoni animati giapponesi e farli arrivare in tutto il mondo. 

Ma che cos’è un anime?

Parliamo di un termine coniato in Giappone alla fine degli anni Settanta, che in Occidente viene utilizzato per indicare tutte le opere d’animazione giapponesi. Dragon Ball, One Piece e Naruto sono solo alcuni dei titoli più famosi in Italia e in Europa, dato che ad oggi sono disponibili innumerevoli contenuti di questo genere su tutte le grandi piattaforme.

L’incremento di tale offerta c’è stato soprattutto in seguito alla pandemia.

La piattaforma Crunchyroll, specializzata in anime, possiede il catalogo più grande del mondo. Diego Martínez, suo coordinatore spagnolo, sottolinea quanto la quarantena abbia permesso a questo settore di fare un salto di qualità. Il numero degli iscritti ha sicuramente avuto una crescita graduale nel tempo; ma il boom vero e proprio, infatti, c’è stato solamente nell’ultimo anno e mezzo, quando da tre milioni a inizio 2020 si è passati a cinque milioni di iscritti premium nel 2021 e 120 milioni di utenti registrati.

«È molto importante conoscere gli utenti», spiega Jorge Gabarró, fondatore di Selecta Visión, una delle case di distribuzione spagnole di maggior rilievo nel settore. «Chi guarda anime è molto esigente. Non gli va bene tutto. Conosce benissimo il prodotto, sa perfettamente cosa arriverà dal Giappone e ha molta conoscenza a livello editoriale». Queste persone vengono chiamate in gergo otaku (parola di origine giapponese che identifica i seguaci della cultura dei manga e degli anime), e sono perlopiù giovani, di un’età compresa tra i 16 e i 30 anni.

«Stanno portando gente al cinema che prima non ci andava mai»

È difficile, tuttavia, definire quali siano i generi di maggior successo, dato che ogni paese ha le proprie peculiarità. Ad esempio, Mazinga Z è famosissimo in Giappone e Spagna, ma meno in Italia. Al contrario, la popolarità di un cartone come Dragon Ball in Spagna è quasi nulla, se paragonata a quella che ha in Italia. Questo parlando dei classici, ovviamente, perché poi ci sono titoli che invece funzionano bene in tutti i paesi, come L’attacco dei giganti.

In termini cinematografici, i film appartenenti a questo genere stanno diventando un vero e proprio fenomeno, sbancando al botteghino. «Stanno portando gente al cinema che prima non ci andava mai», commenta Gabarró. Secondo quanto affermato da Martínez, invece, questo fenomeno è dovuto al cambio generazionale, che permette di ipotizzare un futuro nel quale sempre più persone si appassionino agli anime

Valeria Coppola
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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