martedì, 9 Agosto 2022
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Cile: Gabriel Boric è il nuovo Presidente

Il candidato della coalizione di sinistra (Frente Amplio e Partito Comunista) Gabriel Boric ha conquistato la presidenza cilena vincendo sul rivale di destra radicale José Antonio Kast

Domenica 19 dicembre, in Cile si è tenuto il ballottaggio delle elezioni presidenziali (il 21 novembre si era votato per il primo turno) e a trionfare è stato il giovane esponente della sinistra Gabriel Boric.

Con più del 55% dei voti (un risultato mai raggiunto prima da un Presidente cileno), l’ex leader delle proteste studentesche del 2011 ha sconfitto l’avvocato candidato della destra conservatrice, José Antonio Kast. Quest’ultimo, attraverso i social, ha riconosciuto la sconfitta, congratulandosi con il neoeletto, e ha garantito una collaborazione costruttiva con il nuovo Governo per il bene del Cile.

“La esperanza le ganò al miedo” (La speranza ha vinto sulla paura), con queste parole, il neo Presidente ha aperto il suo primo discorso pubblico, assicurando che guiderà il Paese verso la democrazia e che ascolterà tutte le richieste del popolo. Attraverso una videochiamata televisiva, anche Sebastián Piñera Presidente uscente, si è congratulato con il vincitore invitandolo a non perdere mai di vista la principale missione del suo operato ossia favorire l’unità e la pace del popolo cileno. Boric ha ribadito che sarà il “Presidente di tutti i cileni” e farà del suo meglio per essere all’altezza del suo compito.

Davanti ad una moltitudine di millennials, radunati nel centro di Santiago ed esultanti al grido “El pueblo unido jamás será vencido”, il nuovo Presidente ha esordito affermando che, il Paese si trova dinnanzi ad un cambiamento storico-politico epocale che il suo Governo non si lascerà sfuggire. Il vincitore promette di operare al fianco della gente comune, del popolo, per abbattere ogni tipo di disuguaglianza.

Solidarietà è stata espressa via social anche dal premier spagnolo Sánchez e da Pedro Castillo, Presidente del Perù.

Logo del vincitore. Fonte, Wikimedia Commons

L’11 marzo 2022, dunque, all’età di trentasei anni, Daniel Boric salirà ufficialmente alla Moneda (residenza del Presidente della Repubblica del Cile) diventando così uno dei Capi di Stato più giovane degli ultimi tempi.

Come ha sottolineato Piñera: «Il suo compito non sarà semplice, dovrà saper combinare la forza e l’idealismo della gioventù con l’esperienza».

Il Presidente eletto, leader dell’alleanza tra il Partito Comunista e il Frente Amplio, sostiene di voler creare un innovativo modello di Stato, che sia ecologista, femminista e regionalista. In questo modo, il governo di Gabriel Boric sembra incarnare quella che un tempo fu l’amministrazione di Salvador Allende (1970-73).

Tuttavia, la neo presidenza, il cui mandato durerà fino al 2026, dovrà affrontare alcuni temi caldi, come la nuova Costituzione, che è in fase di stesura e rappresenta una rivoluzione storico-istituzionale. Cosa ne sarà, inoltre, del settore economico segnato anche dalla pandemia? Quali strategie adotterà il Governo?  

Boric dovrà fare i conti, quindi, con un Paese diviso e polarizzato come mai lo era stato dalla fine della dittatura di Pinochet (si pensi alla dura crisi sociale del 2019) e la strada si prospetta tutta in salita.

Denise Ciardiello
Studentessa della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali
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