lunedì, 5 Dicembre 2022
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Come ha fatto la Bolivia a liberarsi dall’inflazione che affligge l’America Latina

Se con la guerra in Ucraina l’inflazione globale è aumentata di molto, la Bolivia ha potuto evitare il collasso (fino a ora)

La guerra in Ucraina così come gli stimoli con cui i governi hanno risposto alla pandemia hanno comportato l’aumento dei prezzi a livelli esorbitanti, soprattutto in America Latina. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, infatti, in un territorio con così alti livelli di disuguaglianza, l’erosione dei redditi reali dovuta all’aumento del costo degli alimenti e dell’energia si sommerà alla pressione economica alla quale già fanno fronte le famiglie vulnerabili.  Se già molti paesi sono finiti in questa morsa, la Bolivia è riuscita a restarne fuori. Lì, infatti, l’Indice dei Prezzi al Consumo è rimasto stabile, e mentre le curve dei paesi vicini arrivavano alle stelle, quelle della Bolivia hanno addirittura registrato una diminuzione dei prezzi dello 0,1% dal febbraio al marzo di quest’anno.

Ciò avviene perché al contrario dei paesi vicini, soggetti a forti variazioni nel tipo di cambio, la moneta nazionale boliviana ha un tipo di cambio fisso rispetto al dollaro statunitense deciso dal governo socialista di Evo Morales più di 10 anni fa (US$1= 6,96 boliviani). In Bolivia si può comprare e vendere il dollaro liberamente e il tipo di cambio è rimasto invariato grazie al fatto che il governo immette nel mercato dollari dalle proprie riserve.

Il governo dell’attuale presidente Luis Arce ha mantenuto le politiche di Morales al fine di rafforzare il boliviano, la cui relativa forza di fronte a monete come quella dell’Argentina riduce il costo di importazione delle merci per la Bolivia.

Inoltre, se i produttori e i consumatori di tutto il mondo sono stati colpiti dall’aumento dei prezzi dei combustibili e degli alimenti, in Bolivia non è così, in quanto il prezzo della benzina rimane stabile intorno ai US$0,50 a litro. La domanda che però ci si deve porre è per quanto tempo la Bolivia potrà beneficiare di questa stabilità dei prezzi in un mondo in cui l’inflazione si è trasformata nel principale nemico delle banche centrali. Tutto dipenderà, secondo José Luis Hevia, un esperto economista, dalla durata del funzionamento del modello attuale. Molti altri economisti avvertono sugli effetti indesiderati della politica di sussidi che il governo boliviano ha messo in atto.

Hevia indica inoltre che il tipo di cambio fisso è stato molto efficace per controllare l’inflazione, ma ha degli effetti indesiderati sull’economia perché disincentiva la produzione locale e poiché riduce le importazioni e richiede una grande riserva di risorse esterne per sostenerlo.

Megan Manduca
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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