domenica, 4 Dicembre 2022
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Cristoforo Colombo: aperta una tomba del XV secolo per verificare le presunte origini spagnole

Si ritiene che l'esploratore sia nato in Italia nel 1451, ma alcuni sostengono che le sue origini siano spagnole

Secondo quanto riporta The Guardian, alcuni ricercatori spagnoli hanno aperto la tomba di un chierico del XV secolo e ne hanno riesumato le ossa nel tentativo di verificare la teoria secondo cui Cristoforo Colombo proveniva dalla regione spagnola nord-occidentale della Galizia piuttosto che dalla Repubblica di Genova.

Sebbene si ritenga che l’esploratore sia nato in Italia nel 1451, alcuni sostengono che in realtà sia nato in Spagna – si discute se in Galizia, in Catalogna, a Valencia, a Maiorca o a Guadalajara – mentre altri hanno ipotizzato che fosse in realtà portoghese.

Lunedì un team di curatori, archeologi e antropologi forensi che lavora nella chiesa di San Martín de Sobrán nella città galiziana di Vilagarcía de Arousa ha aperto la tomba di Johan Marinho de Soutomaior, un nobile e arcidiacono che, secondo alcuni, potrebbe essere stato il cugino del navigatore.

Il DNA sarà estratto dai sette frammenti ossei esumati dalla tomba e poi confrontato con i campioni prelevati dai resti di Colombo e da quelli di suo fratello e di suo figlio. I ricercatori hanno anche raccolto campioni di ossa da un’altra chiesa della zona, dove si pensa siano stati sepolti altri possibili parenti dell’esploratore.

L’Associazione Galiziana di Colombo, che favorisce la teoria che Colombo provenisse dalla regione intorno all’estuario di Pontevedra, sottolinea che il cognome Colón (spagnolo per Colombo) è ben documentato nella zona. È stato anche suggerito che Colombo potrebbe essere stato il cavaliere galiziano Pedro Álvarez de Soutomaior, noto anche con il soprannome di Pedro Madruga (Pietro il mattiniero).

«Sembra che siamo più vicini a ottenere il DNA di un Soutomaior», ha dichiarato a La Voz de Galicia il presidente dell’associazione, Eduardo Esteban Meruéndano.

Colombo morì nella città spagnola di Valladolid nel 1506, ma volle essere sepolto sull’isola di Hispaniola, oggi condivisa da Haiti e dalla Repubblica Dominicana. I suoi resti furono portati lì nel 1542, trasferiti a Cuba nel 1795 e poi definitivamente a Siviglia nel 1898 quando la Spagna perse Cuba dopo la guerra ispano-americana.

Sebbene siano stati raccolti campioni dai resti di Colombo tra il 2004 e il 2005, i ricercatori hanno dovuto attendere 16 anni per lo sviluppo della tecnologia necessaria per un’analisi adeguata a determinare le vere origini dell’esploratore.

Martina Tominic
Studentessa della Facoltà di Economia.
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