martedì, 25 Giugno 2024
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St. Petersburg International Economic Forum: simbolo di resilienza o fiasco?

Investitori da tutto il mondo si sono recati a San Pietroburgo dal 5 all’8 giugno per il Forum economico russo. Solo pochi rappresentanti del mondo occidentale hanno partecipato all’evento

Dal 5 all’8 giugno a San Pietroburgo si è tenuto il St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF), l’evento globale di economia e business che offre una piattaforma di incontro per esperti del settore ed espone le opportunità di investimento in Russia. Quest’anno l’evento, che si tiene dal 1997, è intitolato “The Foundation of a Multipolar World – The Formation of New Areas of Growth”.

Dallo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia il 24 febbraio 2022, quest’ultima è stata abbandonata da numerosi partner economici d’Occidente, nonché sottoposta a pesanti sanzioni dal mondo occidentale. Queste, però, non hanno condotto all’isolamento del Paese, né hanno abbattuto la sua economia, che anzi si è affacciata su mercati alternativi, con cui ha stretto legami più solidi.

Per questa ragione, tra i partecipanti allo SPIEF 2024 non si contano grandi investitori occidentali, che un tempo affollavano il forum, bensì i rappresentanti di 136 Stati principalmente di Asia, Africa e Sudamerica. Tra questi, il Presidente della Bolivia, quello dello Zimbabwe, il Ministro saudita dell’Energia e il Ministro del commercio dell’Oman, riferisce Reuters.

Anche una delegazione di Talebani ha partecipato al forum, nonostante il gruppo sia formalmente vietato in Russia.

Prima della guerra, alcuni dei più importanti capi di Stato e figure di spicco hanno preso parte alle sessioni dello SPIEF, tra queste l’allora cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente francese Emmanuel Macron, scrive The Moscow Times.

Ad ogni modo, quest’anno anche alcuni relatori statunitensi ed europei sono intervenuti all’evento, essenzialmente personalità che hanno espresso apertamente il loro supporto a Putin o si sono scontrati con il Governo del proprio Paese.

Il St. Petersburg International Economic Forum si è focalizzato questa volta sulla cooperazione economica tra i BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – a cui si sono recentemente aggiunti, tra gli altri Stati, Iran ed Egitto. Inoltre, come suggerisce il titolo dell’evento, è stata posta particolare attenzione sul concetto di multipolarità e dunque sulle partnership con diversi Paesi nel mondo.

«L’Occidente potrebbe effettivamente isolarsi visto che costituisce una minoranza nel mondo, anche se ne è una parte importante. È sempre meglio cooperare con altre parti del mondo», ha dichiarato un funzionario della Nigeria a Reuters.

Secondo Mosca, le sanzioni occidentali avrebbero reso la Russia più autosufficiente, riporta la CNBC. Ma soprattutto, dallo scoppio della guerra con l’Ucraina il Paese ha consolidato i suoi rapporti con Cina e India, in primis per quel che riguarda il commercio del petrolio.

Se da un lato l’evento si presenta come un’occasione per promuovere a livello internazionale la resilienza economica della Russia e le opportunità di crescita e investimento nel Paese, dall’altro molti ne sottolineano il grande ridimensionamento. Tra questi il politologo Sergej Markov, secondo il quale lo SPIEF si è trasformato in un evento russo “domestico”.

Anna Valle
Studentessa di Investigazione, Criminalità e Sicurezza internazionale
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