giovedì, 3 Aprile 2025
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Hamas accetta la liberazione di ostaggi israeliani in cambio di una tregua di 50 giorni

Mediazione di Egitto e Qatar per una pausa nei combattimenti a Gaza, con scambio di prigionieri. Israele valuta la controproposta

Hamas ha annunciato la sua disponibilità a liberare cinque ostaggi israeliani in cambio di un cessate il fuoco di 50 giorni. A riportare la notizia è il The Guardian. La proposta, frutto della mediazione di Egitto e Qatar, potrebbe rappresentare un primo passo verso una tregua temporanea nel conflitto. Khalil al-Hayya, capo negoziatore di Hamas, ha confermato l’accettazione del gruppo, esortando Israele a non ostacolare l’accordo.

Al-Hayya ha precisato che il cessate il fuoco dovrebbe entrare in vigore durante la festa musulmana di Eid al-Fitr, auspicando che possa condurre a una soluzione temporanea del conflitto. Tuttavia, ha ribadito che il disarmo di Hamas resta una “linea rossa”, sostenendo che le armi non verranno deposte finché continuerà quella che definisce “l’occupazione israeliana” di Gaza. In cambio degli ostaggi israeliani, Hamas chiede il rilascio di centinaia di prigionieri palestinesi detenuti da Israele.

Israele, che partecipa ai negoziati indirettamente attraverso il coordinamento con gli Stati Uniti, ha presentato una controproposta chiedendo la liberazione di dieci dei ventiquattro ostaggi ritenuti ancora vivi a Gaza. Dei 251 israeliani catturati da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre, si stima che circa 58 siano ancora nelle mani del gruppo.

A dimostrazione della complessità della situazione, Hamas ha diffuso un video di tre minuti che mostra Elkana Bohbot, un ostaggio israeliano rapito durante l’assalto al festival musicale di Re’im. Nel filmato, Bohbot – le cui condizioni appaiono precarie – implora il proprio governo di agire per la sua liberazione. Sebbene non sia possibile verificare data e luogo della registrazione, il video ha suscitato forte emozione nell’opinione pubblica israeliana.

Nel frattempo, i bombardamenti israeliani su Gaza sono ripresi, causando nuove vittime tra i civili. Secondo il Ministero della Salute palestinese, il bilancio complessivo avrebbe superato i 50.000 morti e 113.000 feriti. Hamas ha denunciato come “crimine di guerra” l’attacco israeliano a un convoglio di ambulanze, accuse respinte da Tel Aviv che parla di “uso strumentale dei civili” da parte del gruppo armato.

In questo contesto, la proposta di tregua rappresenta un fragile spiraglio di speranza. Restano però numerosi ostacoli: dalla durata del cessate il fuoco alla discrepanza nel numero di ostaggi da liberare, fino alla spinosa questione del disarmo di Hamas. La comunità internazionale guarda con attenzione a questi sviluppi, consapevole che qualsiasi accordo potrebbe essere solo il primo passo verso una soluzione più duratura.

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