venerdì, 7 Agosto 2026
HomeL'Italia nel MondoRiforma elettorale, governo Meloni bis a rischio

Riforma elettorale, governo Meloni bis a rischio

Il testo per un nuovo sistema elettorale va verso la votazione in Senato, ma la strada verso una seconda vittoria del centrodestra è tutt’altro che spianata.

Il 16 luglio la Camera dei deputati ha approvato la riforma della legge elettorale proposta dalla coalizione di centrodestra, con 217 voti a favore, 152 contrari e 2 astensioni.

Attualmente, riporta Politico, in Italia si vota attraverso il Rosatellum, un sistema elettorale misto nel quale una parte dei parlamentari è eletta nei collegi uninominali, mentre altri vengono scelti tramite liste bloccate in base alla percentuale di voti ottenuti a livello nazionale. Al contrario, la proposta in questione, nota come Stabilicum, prevede un sistema totalmente proporzionale in cui i seggi verrebbero assegnati in base alle preferenze ottenute dai partiti, prevedendo un premio di maggioranza alla coalizione che superi la soglia del 42%.

Nel dettaglio, sottolinea il Courrier International, la coalizione di maggioranza sostiene che la riforma serva a risolvere un limite del Rosatellum, ossia l’eventualità che, in seguito alle elezioni, non si raggiunga una maggioranza chiara. Con lo Stabilicum, invece, la coalizione che raggiunge il 42% otterrà dei seggi aggiuntivi, garantendosi una maggioranza sufficiente in entrambe le Camere.

La riforma prevede anche delle limitazioni a questo bonus: la coalizione vincente non potrà assicurarsi più di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato. Tuttavia, questi numeri permetterebbero ai vincitori di eleggere il Presidente della Repubblica in autonomia. Quest’ultimo dettaglio è ciò che preoccupa l’opposizione, dato che la figura del Capo dello Stato dovrebbe rappresentare l’intera nazione, non una sola fazione politica.

Come evidenziato dal The Guardian, l’approvazione di questa riforma avviene subito dopo il rifiuto di un emendamento alla legge elettorale. Con il sistema attuale, la lista dei candidati è fissa e gli elettori non hanno la possibilità di modificarne l’ordine; la proposta del governo, invece, prevedeva di mantenere solo un capolista fisso, mentre gli altri candidati sarebbero stati scelti in base alle preferenze dei cittadini. Il timore delle opposizioni è che il centrodestra abbia proposto tali modifiche per assicurarsi la vittoria alle prossime elezioni, previste per il 2027.

L’opposizione ha festeggiato per questo risultato, arrivando a chiedere le dimissioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la bocciatura dell’emendamento “un’occasione persa per il popolo italiano”. La votazione si è svolta a scrutinio segreto e, a giudicare dai numeri, molti esponenti della maggioranza non hanno votato a favore del testo.

Ma ciò che rischia di frenare un secondo governo Meloni, attualmente il più longevo dal 1946, non è solo una possibile coalizione di centrosinistra, bensì l’ascesa di un nuovo partito di estrema destra. Come riportato da Reuters, Futuro Nazionale, il partito dell’ex generale Roberto Vannacci, ha superato la Lega negli ultimi sondaggi, rendendo incerto il futuro dell’esecutivo e influenzando gli equilibri in vista delle prossime elezioni.

Adesso il testo passerà all’esame del Senato, che lo voterà al termine dell’estate. Qualora fosse approvata, la nuova legge entrerà in vigore prima della fine della legislatura, la cui scadenza è prevista per ottobre 2027, anche se non si esclude la possibilità di elezioni anticipate in primavera.

RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti