L’ormai ex primo ministro britannico Keir Starmer si prepara a lasciare il numero 10 di Downing Street insieme a tanti interrogativi sul futuro dei rapporti tra Gran Bretagna e Unione europea. Secondo Politico, le promesse di Starmer sul rafforzamento delle spese militari e su un rilancio delle relazioni con l’Unione sono adesso in balìa dell’incertezza, mentre il Paese si accinge a entrare in un periodo di transizione, il cui esito non è affatto scontato.
Sebbene Andy Burnham, ex sindaco della Grande Manchester, sia ormai indicato da molti quale successore di Starmer alla guida dei Laburisti e, di conseguenza, del Paese, il collegamento potrebbe non essere così scontato.
«Se Burnham verrà accusato di non avere alcun mandato per i prossimi tre anni, sarà difficile apportare dei cambiamenti e mantenere la sua popolarità», afferma Seb Wride, responsabile della sezione Sondaggi di Public First. In una sola parola: elezioni. Tuttavia, secondo Politico, difficilmente si potrà andare alle urne prima del 2029, evenienza che, tra l’altro, farebbe perdere moltissimi seggi ai Laburisti. In questo contesto, le modalità con cui scegliere il nuovo leader di partito sono ampiamente discusse, ma i dati indicano chiaramente che solo un adulto su cinque sarebbe favorevole all’elezione diretta di Burnham, mentre il 54% degli intervistati ritiene necessaria una competizione tra i leader, secondo il sondaggio di Public First riportato da Politico. La corsa alla leadership laburista si aprirà il 9 luglio 2026 con candidature previste non oltre il 16 luglio, periodo in cui Starmer rimarrà a Downing Street per assicurare «una transizione ordinata del potere», come riporta la BBC.
L’incertezza, tuttavia, non riguarda soltanto la politica interna. Le dimissioni di Starmer arrivano in un momento particolarmente delicato per il rapporto tra Londra e Bruxelles. Come riportato da Reuters, in attesa di comprendere la direzione del nuovo governo britannico, la Commissione europea starebbe rivalutando il calendario degli incontri bilaterali, compreso il vertice UE-Regno Unito previsto per il mese di luglio.
Le conseguenze potrebbero essere significative anche sul piano economico: l’instabilità politica rischia di rallentare i negoziati per l’integrazione del sistema britannico di scambio delle quote di emissione (ETS) con quello dell’Unione europea, uno dei temi centrali della cooperazione dopo la Brexit.
Il cambio di leadership, dunque, potrebbe incidere sul processo di riavvicinamento tra Regno Unito e UE avviato da Starmer. Il premier uscente aveva cercato di inaugurare una nuova fase di rapporti con Bruxelles, puntando molto su una cooperazione più solida in materia di sicurezza, difesa e commercio, pur escludendo qualsiasi ipotesi di revisione della Brexit, come confermato dal Guardian. I prossimi mesi saranno decisivi non solo per il futuro del Partito Laburista, ma anche per comprendere quale direzione prenderà la politica estera britannica. Dalla scelta del nuovo leader dipenderà la continuità del percorso di riavvicinamento con l’Unione europea o, al contrario, un possibile rallentamento del dialogo con Bruxelles.
Laura Vargiu, Teresa Centrone


