Lunedì 15 giugno, Roma ha ospitato il secondo incontro tra le prime ministre italiana e giapponese, Giorgia Meloni e Sanae Takaichi, confermando la sintonia tra le due leader dei rispettivi Governi.
Durante l’incontro, avvenuto in vista del G7 di Evian, le due premier hanno ribadito l’importanza di un partenariato strategico e la necessità di rafforzare la collaborazione nel settore della difesa. È stata infatti ribadita la cooperazione tra Italia, Regno Unito e Giappone sul progetto Global Combat Air Programme (GCAP), come riporta il South China Morning Post, progetto che vede i tre Paesi impegnati nello sviluppo di velivoli da combattimento di ultima generazione per potenziare la difesa e la sicurezza nelle regioni euro-atlantica e indo-pacifica.
Si è inoltre ribadito l’impegno giapponese per contribuire alla pace e alla stabilità nel Medio Oriente, in modo da garantire una navigazione libera e sicura nel contestato stretto di Hormuz, come riporta Japan Today.
Questo incontro dimostra che le relazioni bilaterali tra Italia e Giappone sono in una fase di crescita. Sempre secondo quanto riportato dal giornale nipponico, le due leader hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sulla collaborazione dell’industria spaziale, elogiando i rispettivi settori industriali e confermando l’intesa tra le due premier; un’intesa di genere e ideologica. Sono infatti entrambe le prime donne a guidare i rispettivi Paesi e sono entrambe di destra.
Un’intesa che segnala anche il cambiamento delle posizioni italiana e giapponese sul piano internazionale. Se infatti tra Takaichi e Meloni cresce la cooperazione, essa diminuisce con il presidente americano Trump. All’indomani del G7, infatti, i leader mondiali mostrano relazioni tese con il presidente degli Stati Uniti a seguito dei suoi commenti e continue provocazioni. In particolare, come riporta la CNN, la Premier italiana ha commentato come i rapporti con il presidente americano siano tornati tesi. Dopo gli insulti rivolti a Papa Leone XIV e le accuse di codardia per il mancato supporto italiano alla guerra in Iran, Meloni ha dimostrato la sua insofferenza per i commenti di Trump al G7.
Mentre la Premier giapponese, la quale ha più volte ribadito l’obiettivo di creare uno stretto rapporto con Trump, è stata criticata dato il rifiuto del Giappone di partecipare alla guerra, addirittura facendo battute su Pearl Harbor non particolarmente gradite dal Paese del Sol Levante.
L’instabilità e la frammentazione che segnano quest’epoca sono contrastate dal piano di cooperazione delineato dalle due leader. Mentre Washington usa provocazioni per chiedere aiuti concreti agli alleati sulla guerra in Iran, Roma e Tokyo volgono lo sguardo verso nuove collaborazioni scientifiche, industriali e di autonomia strategica.


