lunedì, 27 Luglio 2026
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Nicaragua: avvocati nel mirino

In Nicaragua è in atto un'epurazione arbitraria di avvocati, rimossi dal governo senza spiegazioni, nel contesto di più ampie violazioni dei diritti umani denunciate dall’ONU.

È stata definita “la purga silenziosa” per indicare l’azione messa in atto dai copresidenti del Nicaragua Daniel Ortega e sua moglie Rosario Murillo, che dal luglio 2026 stanno continuando a destituire senza preavviso e senza una ragione apparente centinaia di avvocati, cancellandoli dal registro della Corte Suprema di Giustizia nicaraguense. Secondo l’ONU, l’epurazione del sistema giudiziario sarebbe in corso sin dall’ottobre del 2023, quando la Corte ha perso la sua indipendenza passando sotto il controllo della Polizia. Da quel momento, si sono registrati circa un migliaio di licenziamenti tra i funzionari dell’organo giudiziario, oltre a destituzioni e all’obbligo imposto ad alcuni magistrati di lasciare il Paese. Successivamente, con la riforma costituzionale del 2025, il potere giudiziario perde completamente la sua indipendenza, rappresentando questo l’apice di un processo che aveva come obiettivo proprio quello di eliminare qualsiasi organismo fuori dal controllo del governo. A seguito della riforma, il potere esercitato dalla magistratura passa nelle mani del governo, che ne coordina l’attività e decide di ridurne il numero dei membri e di nominarne altri. I magistrati della Corte Suprema di Giustizia sono infatti passati da 16 a 10, tutti nominati da Ortega e Murillo.

La cancellazione repentina del nome degli avvocati dal registro della Corte ne revoca l’abilitazione, impedendo così l’esercizio della professione alle centinaia di legali che hanno subito la stessa sorte. Si tratta di una vera e propria «morte professionale» riferiscono alcuni avvocati ai microfoni di El País. Molti professionisti del settore svolgono anche la funzione di notaio, dalla quale vengono ugualmente destituiti a seguito della cancellazione dei loro nomi dal registro.

Quel che rende più assurda la vicenda è l’impossibilità di contestare l’ingiustizia: non vi è traccia, infatti, di alcuna segnalazione da parte delle autorità riguardo alla destituzione dall’incarico. Di conseguenza, è difficile per gli avvocati coinvolti rintracciare e contestare la misura estrema messa in atto dal governo di Ortega e Murillo nei loro confronti.

Secondo Reed Brody, avvocato e procuratore per i diritti umani, l’epurazione ha l’obiettivo principale di eliminare critici e accademici che potrebbero potenzialmente guidare una transizione politica. Brody, noto anche come “il cacciatore di dittatori” per il suo impegno nella lotta contro l’impunità dei leader responsabili di crimini di Stato, afferma che l’attacco alla giustizia è solo uno dei tanti atti di delegittimazione compiuti dal governo. «Hanno già chiuso le ONG, le Università, i media, le chiese. Adesso è il turno degli avvocati». Il paradosso della vicenda è l’assenza di un qualsiasi tipo di processo: la sanzione viene imposta illegalmente senza alcun procedimento dinanzi a un organo indipendente, e avviene per eliminare «qualsiasi cosa si interponga tra il potere e il cittadino»

I copresidenti del Nicaragua intendono in questo modo assicurare la continuità dell’esecutivo, preservandolo da chiunque possa avere un ruolo attivo in un’eventuale transizione politica così come in una futura rifondazione del potere giudiziario.

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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