Gli scorsi mesi estivi sono stati caratterizzati da nuove e riaccese proteste del movimento NO-TAV in Val di Susa.
Nello scorso luglio in particolare, gli scontri violenti tra la polizia e i manifestanti hanno causato danni per 1,4 milioni di euro, secondo quanto riportato da Brusselles Signal. Manifestanti da ambo i lati del confine hanno partecipato, uniti da un sentimento di protesta decennale.
A trent’anni dalla sua fondazione, il Movimento ha visto una nuova alba. Come afferma Presidioeuropa.net, questo movimento è esemplare di una nuova ondata di movimenti sociali, i quali stanno emergendo sulla scia delle crescenti ripercussioni della globalizzazione. I NO-TAV adottano una struttura fortemente democratica e dal basso e criticano le ricadute sociali, ambientali ed economiche che progetti, come quello del treno ad alta velocità Torino-Lione, avrebbero. Non appartenendo ad una specifica classe socio-politica, il Movimento rappresenta un esempio di un popolo radicato nel proprio territorio ma pur sempre aperto alla propria nazione e all’Europa, che crea connessioni basate sulla solidarietà reciproca e non su interessi politico-economici.
Alle proteste di luglio risalgono anche gli arresti di militanti di ultrasinistra, come riporta Le Monde. Sulla questione NO-TAV, infatti, l’intelligence francese e italiana hanno avviato una collaborazione per rispondere ai rischi legati ai movimenti di “ultrasinistra” europei.
Ciò dimostra come la linea Torino-Lione rappresenti un raro momento in cui la politica italiana, quella francese e quella dell’Unione europea sono in accordo. Lo palesa il comunicato stampa rilasciato dalla società Tunnel Euralpin Lyon Turin. Nel comunicato si legge dell’importanza dell’impegno comune preso dalle due nazioni e l’UE, riaffermando anche il sentimento di cooperazione che lo anima. Per le istituzioni il progetto è valido ed è realizzabile e si colloca perfettamente in una visione paneuropea delle reti di trasporto.
Nel frattempo le autorità locali esprimono il loro sostegno al movimento di protesta, affermando “l’inutilità” e i costi eccessivi dell’opera. I sindaci della Val di Susa spingono per un dibattito pubblico che sia accolto e ascoltato dalla istituzioni. Denunciano, inoltre, i già comprovati disagi per un sistema di trasporto non organizzato. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i primi cittadini del torinese si schiereranno apertamente contro i lavori della Torino-Lione nella prossima manifestazione prevista per il 3 ottobre.


