Secondo la pagina ufficiale dell’Euro Mediterranean Water Forum, l’obiettivo di sviluppo sostenibile riguardante acqua pulita e servizi igienico-sanitari non è raggiungibile entro il 2030. Il mondo è ancora lontano dalla tanto auspicata sicurezza idrica, e la situazione è quanto mai critica. Solo nel Mediterraneo, oltre 180 milioni di persone vivono in condizioni di scarsità idrica e altri 60 milioni vivono in condizioni di stress idrico. Il fenomeno è dovuto alla combinazione di cambiamenti climatici, crescita urbana, agricoltura intensiva e consumo eccessivo di risorse, fattori che contribuiscono a rendere l’area una delle più vulnerabili al mondo.
Uno degli obiettivi principali del Forum Euro-Mediterraneo dell’Acqua è promuovere la cooperazione: in un quadro geopolitico di guerre e divisioni, un elemento comune e prezioso come l’acqua può diventare fonte di unione e collaborazione. Il Mediterraneo si prospetta dunque come uno spazio di incontro tra Europa, Africa e Asia, lanciando un messaggio preciso: la sicurezza idrica non può essere affrontata da singoli Stati in modo isolato, ma richiede una governance comune e una cooperazione transfrontaliera forte e stabile.
Secondo quanto riporta il sito ufficiale dello United Nations Development Programme (UNDP), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e Alexander De Croo, amministratore dell’UNDP e Managing Director del Fondo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dei Capitali (UNCDF), si sono incontrati a margine della settimana di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. I due hanno colto l’occasione per promuovere una partnership strategica tra l’UNDP, l’UNCDF e l’Italia, rafforzando la già radicata presenza del Centro dell’UNDP nella Capitale e stabilendo il trasferimento a Roma delle funzioni di gestione del quartier generale dell’UNCDF.
Il rafforzamento della posizione di Roma come polo del sistema multilaterale di sviluppo aprirà nuove opportunità per i partner internazionali, contribuendo al contempo a incrementare la cooperazione con il sistema finanziario e di sviluppo italiano.
Tra i punti principali discussi durante il Forum c’è il cosiddetto water trilemma, riguardante la triplice sfida che oggi il pianeta si ritrova ad affrontare in termini di crisi idrica: la scarsità d’acqua, l’eccesso d’acqua e l’inquinamento di quest’ultima. Il quadro complessivo si traduce in catastrofi naturali, morte e distruzione, ma si collega anche alle tematiche del cibo e dell’energia, affrontate durante l’incontro. La produzione di cibo richiede infatti ingenti quantità d’acqua, mentre l’energia dipende direttamente dalla disponibilità e dalla qualità delle risorse idriche.
Ad oggi, oltre 2,2 miliardi di persone non hanno accesso sicuro all’acqua potabile e 3,4 miliardi vivono senza servizi igienico-sanitari adeguati.
Il rafforzamento della partnership strategica tra l’Italia e l’UNDP è, secondo quest’ultimo, in linea con il Piano Mattei e con la volontà di trasformare l’Italia in un hub europeo per gli investimenti nel continente africano. La partnership sfrutterà i fondi pubblici per attrarre capitali privati e internazionali, aumentando gli investimenti destinati ai Paesi con un’economia più fragile.
L’evento alla Nuvola ha dunque rappresentato un’occasione per ribadire la necessità di interventi urgenti e condivisi, riaccendendo i riflettori su una priorità globale che richiede interventi non più rinviabili.


