venerdì, 12 Agosto 2022
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Gran Bretagna: il ministro David Frost si dimette

Nel governo Johnson arrivano le dimissioni del capo negoziatore britannico per la Brexit David Frost. Il motivo? Le nuove misure anti-Covid adottate dall’Esecutivo

Sabato 18 dicembre, David Frost, il negoziatore britannico della Brexit, ha rassegnato le dimissioni, assicurando, tuttavia, che manterrà la carica fino a gennaio 2022.

Secondo quanto riportato dalla stampa inglese (il primo giornale a darne la notizia, seppur ufficiosamente, è stato il Mail on Sunday), il ministro ha detto addio al governo di Boris Johnson, confermando le voci di corridoio, attraverso una lettera in cui ribadiva la stima nei confronti del premier ma esprimeva preoccupazioni riguardo le recenti politiche intraprese dal Governo per la guida del Paese.

Frost, infatti, si è dimostrato fin da subito contrario alle nuove restrizioni anti-Covid imposte dal premier britannico. La ragione che lo ha spinto a dimettersi è da ricercare nel tanto discusso piano B.

Si tratta di un programma di governo che ha stabilito l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi al chiuso (come mezzi pubblici e negozi) e ha introdotto il Green Pass per accedere agli eventi pubblici e discoteche.

Boris Johnson, Primo ministro britannico. Fonte, Wikimedia Commons

Inoltre, ad incontrare il disappunto di Frost sono stati anche gli obiettivi previsti dall’Esecutivo in materia climatica così come i rincari sulle tasse. Le decisioni governative sono state altresì contrastate da un centinaio di deputati conservatori, chiamati ad esprimersi sul piano B. 

L’ascesa politica e mediatica di Frost è avvenuta durante le trattative per la Brexit tra Londra e l’Unione Europea. Il suo operato è stato caratterizzato da forte resilienza e uno spiccato slancio ideologico. Infatti, è emerso, sin dagli inizi, come un grande sostenitore dei vantaggi che l’uscita dall’Unione Europea avrebbe arrecato alla Gran Bretagna.

Tuttavia, prima di diventare la figura strategica dei negoziati, Frost ha rivestito la carica di Ambasciatore in Danimarca e, successivamente, ha esercitato il ruolo di Consigliere economico presso l’Ambasciata britannica a Parigi nel 2001. A partire dal 2019, ha assunto la carica di consigliere delegato della Camera di Commercio e dell’Industria di Londra; diventando, inoltre, membro del Consiglio di assessori euroscettici dell’Open Europe.

Nel giugno 2020 Boris Johnson lo ha nominato consigliere della Sicurezza Nazionale, dopo che Sir Mark Sedwill aveva abbandonato la carica. 

Le dimissioni di Frost sono arrivate, dunque, in un periodo molto difficile per la stabilità del governo di Johnson, che si trova ad attraversare la più grave crisi finora, e i tabloid britannici parlano già di un “duro colpo” per il Primo ministro.

Denise Ciardiello
Studentessa della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali
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