giovedì, 18 Agosto 2022
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L’ONU interviene in Afghanistan per scongiurare una catastrofe umanitaria

Per l’Afghanistan, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha proposto il Piano di Risposta Umanitaria, che prevede un fondo di 4,4 miliardi di euro da destinare alla ripresa dei settori primari

L’ONU ha chiesto ai Governi occidentali un sostegno economico di circa 5 miliardi di dollari per aiutare l’Afghanistan, dove le infrastrutture di base sono ormai al collasso e milioni di persone richiedono assistenza.

L’intervento rientra nel Piano di Risposta Umanitaria previsto dall’ONU

Si tratta, infatti, della più importante azione emergenziale promossa sino ad ora dall’Organizzazione per salvare una Nazione in crisi.

Tuttavia, la missione si prospetta piuttosto problematica. Infatti, affinché l’aiuto possa effettivamente concretizzarsi, sarà necessario raggiungere un accordo con il regime talebano.

I rappresentanti delle principali agenzie dell’ONU, durante la presentazione del Piano umanitario per l’Afghanistan, hanno evidenziato la precarietà della vita nel Paese asiatico, dove la situazione è ogni giorno più disperata. Su 40 milioni di afghani, almeno 23 milioni soffrono fame e carestie; inoltre, un milione di bambini rischiano di morire a causa della malnutrizione. Particolarmente gravi sono anche le condizioni degli oltre 3 milioni di rifugiati, che stanno trascorrendo la stagione invernale in accampamenti al freddo.

L’ONU ha spiegato che questa situazione è il risultato, non solo di dieci anni di conflitti, ma anche di diverse concause e criticità di vario tipo. Dai disastri naturali piuttosto ricorrenti, come il problema della siccità, a un’economia oramai caduta a picco; fino ai recenti avvenimenti politico-istituzionali, che hanno creano instabilità e non poche incertezze.

Secondo quanto riportano i media, la spesa pubblica dell’Afghanistan è stata costituita per il 75% dagli aiuti internazionali; tuttavia, dopo la presa di potere dei talebani e il conseguente ritiro dei Governi occidentali, è emersa tutta la fragilità del Paese asiatico.

Al fine, quindi, di evitare il collasso dei settori primari (sanità, istruzione, elettricità), l’ONU ha reso necessario la promozione del Piano di Risposta Umanitaria.

Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ha evidenziato, inoltre, che più della metà della popolazione afghana vive sotto la soglia di povertà.

Un’altra questione complicata è rappresentata dal problema dei rifugiati.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, infatti, ha registrato la presenza di oltre 4 milioni di afghani stabilitasi in Paesi limitrofi, per la maggior parte Iran e Pakistan, e che vivono in pessime condizioni. L’ONU, quindi, ha richiamato le principali Nazioni occidentali ad appoggiare economicamente le comunità che accolgono queste persone (attraverso un fondo di 623 milioni di dollari).

Pakistan. Jan Egeland, Segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati. Fonte, Wikimedia Commons

Inoltre, il Segretario generale del Consiglio norvegese per i rifugiati, Jan Egeland, mediante un comunicato ufficiale, ha dichiarato che l’aiuto umanitario rappresenta non solo un salvavita per l’Afghanistan, ma anche una responsabilità di tutti. Precisando, infine, l’evidente rischio che l’appello resti privo di ascolto e senza alcun significato, qualora il mondo esterno e il Governo talebano non cercheranno rapidamente di assicurare l’effettivo accesso del denaro all’interno del Paese.

Denise Ciardiello
Studentessa della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali
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