martedì, 9 Agosto 2022
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La rivalità tra USA e Cina coinvolge gli atleti olimpici

Dopo il boicottaggio diplomatico degli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, alcuni atleti sino-americani sono finiti nel mirino dei social per le loro performance sportive legate alla scelta della nazione da rappresentare

Gli Stati Uniti non hanno presenziato alle cerimonie di apertura e di chiusura delle Olimpiadi di Pechino 2022 come protesta per la violazione dei diritti umani commessa dalla Cina nello Xinjiang, accusa che è stata fermamente smentita dalla controparte.

La storia di molti atleti sino-americani, nati e cresciuti negli Stati Uniti, è stata messa sotto i riflettori. In particolare la sciatrice di freestyle Eilenn Gu e la pattinatrice artistica Zhu Yi hanno deciso di gareggiare per la Cina, mentre il pattinatore artistico Nathan Chen per gli Stati Uniti. Le reazioni del web sono state completamente opposte in base sia alla nazionalità scelta che alla performance eseguita, c’è chi è diventato l’idolo indiscusso cinese e chi invece ha dovuto fare i conti con la realtà della rivalità tra Stati Uniti e Cina.

Eilenn Gu, grazie a due ori e un argento, è diventata la ragazza modello che tutti i cinesi ammirano. La sua vittoria ha il sapore di una rivalsa della Cina sugli Stati Uniti, perché l’atleta fin da piccola si è allenata a San Francisco ma ha preferito portare onore alla Cina. Non si sono fatte attendere le critiche americane che hanno accusato l’atleta di mancanza di riconoscenza per il lavoro svolto dalla federazione sportiva statunitense. Molti si sono chiesti cosa sarebbe successo se la sportiva Elilenn Gu non avesse vinto medaglie; purtroppo è un ipotesi che non ha bisogno di troppa immaginazione, perché sui social cinesi è iniziata una campagna d’odio ai danni della pattinatrice Zhu Yi, colpevole di essere caduta durante il suo esercizio. In molti le hanno detto di essere la “vergogna della Cina” e di “tornare negli Stati Uniti”. La stessa campagna d’odio ha colpito il pattinatore Nathan Chen che, pur avendo vinto un oro individuale e un argento a squadre per gli Stati Uniti, è stato incolpato di aver “rubato” le medaglie alla Cina ed chiamato “traditore”. Secondo i social cinesi, il talento americano avrebbe dovuto intraprendere la stessa strada della campionessa di freestyle.

Si ipotizzava che la vicenda dei tre atleti potesse essere un ponte culturale per migliorare i rapporti tra le due nazioni. Contrariamente alle attese, la situazione si è fatta più delicata tra Stati Uniti e Cina, esponendo gli atleti ad aspre critiche sui social. 

Silvia Spera
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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