martedì, 9 Agosto 2022
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Yemen: nuovo consiglio presidenziale

Il nuovo consiglio presidenziale potrebbe rappresentare per lo Yemen un cambiamento radicale

Dal momento che il nuovo consiglio presidenziale dello Yemen, guidato da Rashad al-Alimi, è partito per l’Arabia Saudita lo scorso 27 aprile, solo una settimana dopo aver prestato giuramento, non sorprende che siano state poste domande sul fatto che la leadership intendesse rimanere nel paese in cui avrebbe dovuto governare. 

Il presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi è stato sostituito dopo aver praticamente abbandonato lo Yemen da quando gli Houthi, alleati dell’Iran, lo avevano costretto a lasciare il paese nel marzo 2015; e insieme a molti suoi funzionari si era stabilito a Riyadh, guadagnandosi l’etichetta dispregiativa “il governo alberghiero”. 

Il nuovo consiglio presidenziale sta chiaramente cercando di dimostrare la totale differenza da quello di Hadi, e una tregua di qualche mese fa, ha permesso al consiglio di presentarsi come un unificatore delle fazioni anti-Houthi dello Yemen, lavorando per una soluzione diplomatica. 

Dopo più di sette anni di guerra, milioni di persone vittime di uno dei peggiori disastri umanitari del mondo, alcuni ritengono che ci siano dei buoni motivi sulla fine della guerra. 

Il consiglio presidenziale è composto da membri dello Yemen settentrionale e meridionale, un equilibrio importante ed altamente significativo considerando le divisioni regionali. Alcuni dei suoi membri sono vicini all’Arabia Saudita, mentre altri sono sostenuti dagli Emirati Arabi Uniti, motivo per il quale il nuovo organismo ha ricevuto il sostegno di entrambi le centrali del Golfo. 

Gli esperti affermano che se Hadi fosse rimasto al potere, sarebbe stato difficile unificare le forze anti-Houthi nel paese. Elisabeth Kendall, una delle principali esperte dello Yemen e ricercatrice senior in studi arabi e islamici presso il Pembroke College dell’Università di Oxford, ritiene che il consiglio presidenziale abbia più di una possibilità di successo rispetto ai tentativi passivi poiché ha messo da parte Hadi e rimosso alcuni dei suoi funzionari. Anche altri esperti hanno fatto valutazioni simili. 

Sebbene tutto ciò, il consiglio presidenziale deve affrontare grandi sfide che preoccupano gli analisti. Il fatto che il consiglio includa membri di diversa estrazione geografica, politica e tribale potrebbe provocare visioni contrastanti per lo Yemen, rendendo loro difficile rimanere uniti contro gli Houthi. Dato che l’STC è impegnato per l’indipendenza del sud, gli esperti si sono chiesti quanto sangue e sacrificio le forze sostenute da Abu Dhabi siano disposte a dedicare alla “liberazione” della terra settentrionale degli Houthi.

Inoltre, dopo le accuse dell’STC secondo cui Islah era un’organizzazione terroristica che cercava di soggiogare il sud, i problemi tra i vari rappresentanti del consiglio potrebbero non essere facili da superare. 

Indipendentemente da queste questioni aperte, gli esperti ritengono che la fine della presidenza di Hadi fosse necessaria per portare lo Yemen verso una direzione positiva dato che la sua leadership era un ostacolo per il raggiungimento della pace. Stanno inoltre osservando attentamente per vedere come gli Houthi scelgono di impegnarsi. 

Veronica Dello Iacono
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM-94)
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