giovedì, 18 Agosto 2022
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La guerra in Ucraina alimenta l’inflazione nell’Eurozona

La crisi russo-ucraina aumenta l'inflazione in Europa mentre il tasso di crescita tocca minimi storici

Le speranze di una lenta ripresa in seguito allo scoppio della pandemia da Covid-19, sono state messe nuovamente in discussione nell’Eurozona, a causa dell’inflazione in rialzo dall’inizio del conflitto russo-ucraino.

Negli ultimi report infatti la Commissione Europea ha parlato di un significativo aumento dei prezzi nel settore energetico, affermando inoltre che un completo affrancamento dal gas russo andrebbe a ridurre il tasso di crescita di 2,5 punti, comportando di fatto il ristagno economico per molti paesi dell’Unione Europea.

Essendo attualmente molti paesi dell’UE ancora fortemente dipendenti dal mercato energetico russo, ci si aspetta nell’Eurozona un rallentamento della crescita pari al 2,3% per il prossimo anno.

Per quanto riguarda invece l’inflazione, già ai suoi massimi livelli dall’introduzione della moneta unica nell’Eurozona due decenni fa, il tasso dovrebbe salire dal 3,5% al 6,8% in tutta l’UE, mentre a detta della Commissione Europea si potrebbe arrivare ad un tasso di inflazione del 10% in caso di embargo sul gas russo.

Un commissario per il commercio dell’UE, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato infatti: «Non c’è dubbio che l’economia dell’UE stia attraversando un periodo difficile a causa della guerra della Russia contro l’Ucraina, di conseguenza abbiamo dovuto ridimensionare le nostre previsioni per la crescita nell’Eurozona. Il fattore negativo più importante riguarda l’impennata dei prezzi dell’energia, che sta portando l’inflazione a livelli record e mettendo a dura prova le imprese e le famiglie europee. Sebbene la crescita continuerà quest’anno e il prossimo, sarà molto più contenuta del previsto. L’incertezza per le prospettive future rimarrà elevata finché l’aggressione russa continuerà».

Il picco registrato per i prezzi dei beni di prima necessità è dovuto quindi all’incremento dei costi energetici, che hanno riscontrato un aumento del 38% rispetto allo scorso anno, come riportato da Aljazeera.

L’Ufficio statistico dell’Unione Europea Eurostat ha affermato inoltre che i paesi dell’Eurozona quest’anno avevano già visto un rallentamento nella crescita economica che ammontava allo 0,2% nel primo trimestre del 2022, principalmente a causa delle restrizioni messe in atto da diversi governi per il contenimento della variante Omicron.

Nel periodo sopra citato, in particolare Spagna e Germania hanno riscontrato una crescita del proprio PIL pari rispettivamente allo 0,3% e 0,2%, mentre la Francia aveva un andamento stazionario e l’Italia riscontrava un calo dello 0,2%.

Andrew Kenningham, economista capo della Capital Economics, ha asserito poi che «l’aumento dell’inflazione e le ricadute causate dalla guerra in Ucraina rendono probabile un’ulteriore contrazione del PIL nel prossimo trimestre».

Bisognerà quindi attendere gli sviluppi dei prossimi mesi per avere un quadro più chiaro della situazione economica europea, in quanto il conflitto russo-ucraino è giunto proprio nel momento in cui l’economia globale stava lentamente recuperando dall’inizio della pandemia da Coronavirus, e attualmente le sanzioni alla Russia, le politiche “zero Covid” imposte dal governo cinese e l’aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve degli Stati Uniti, stanno contribuendo ad esacerbare la già critica situazione economica dell’UE.

Francesca Nardella
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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