sabato, 26 Novembre 2022
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La Turchia conferma l’opposizione all’adesione alla NATO di Svezia e Finlandia

Il presidente Recep Tayyip Erdogan dichiara che le delegazioni dei due paesi che si candidano per la NATO non dovrebbero preoccuparsi di andare ad Ankara per discussioni in materia


Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha confermato l’opposizione della Turchia all’adesione alla NATO di Finlandia e Svezia, respingendo la proposta dei paesi nordici di inviare delegazioni ad Ankara per affrontare la questione
. “Non diremo di sì a quei paesi che applicano sanzioni alla Turchia per aderire all’organizzazione di sicurezza della NATO”, ha detto Erdogan in una conferenza stampa lunedì 16 maggio, riferendosi alla decisione della Svezia del 2019 di sospendere la vendita di armi alla Turchia per la sua operazione militare nella vicina Siria.

La Turchia ha anche accusato le due nazioni che si sono offerte di ospitare gruppi “terroristici”, tra cui il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), inserito nella lista nera da Ankara, l’Unione europea e gli Stati Uniti.

“Nessuno dei due paesi ha una posizione chiara contro le organizzazioni terroristiche”, ha detto Erdogan. “Come possiamo fidarci di loro?”

Fonti del ministero della Giustizia hanno riferito lunedì all’agenzia di stampa statale Anadolu che la Svezia e la Finlandia non hanno risposto positivamente alle 33 richieste di estradizione della Turchia negli ultimi cinque anni.

Il Ministero degli Esteri svedese ha detto in precedenza lunedì che alti rappresentanti di Svezia e Finlandia stavano progettando di recarsi in Turchia per colloqui per rispondere alle obiezioni di Ankara. Erdogan ha reagito dichiarando di non volerle incontrare, aggiungendo che la NATO sarebbe diventata “un luogo dove i rappresentanti delle organizzazioni terroristiche sono concentrati” se i due paesi aderissero.

L’approvazione di Ankara sarà necessaria perché la Finlandia e la Svezia possano aderire alla NATO, in quanto le offerte di adesione devono essere approvate all’unanimità dai 30 membri dell’alleanza.

Stefanie Babst, ex vice segretario generale della NATO per la diplomazia pubblica e analista presso l’European Leadership Network, ha detto ad Al Jazeera che “la Turchia, alla fine, si allineerà al consenso e accoglierà la Finlandia e la Svezia come nuovi membri”.

La Turchia potrebbe mirare a ottenere da Washington attrezzature militari per aggiornare la flotta obsoleta degli F-16 e aumentare il sostegno occidentale per alleviare la sua economia travagliata. Sul fronte interno, l’analista ha detto che la menzione del PKK era finalizzata a disegnare il sostegno degli elettori nazionalisti di Erdogan.

A margine di una riunione dei ministri degli Esteri della NATO a Berlino, domenica, Ankara ha adottato un tono più conciliante e ha formulato le sue richieste, dicendo che voleva che i due paesi smettessero di sostenere gruppi come il PKK e revocassero il divieto di vendita di armi.

Il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu si incontrerà con Blinken a Washington mercoledì, dove le obiezioni di Ankara dovrebbero figurare in cima all’ordine del giorno.

Veronica Dello Iacono
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM-94)
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