lunedì, 5 Dicembre 2022
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La sparatoria in California motivata dall’odio contro Taiwan

Un immigrato cinese, motivato dall'odio contro Taiwan, è entrato in una chiesa presbiteriana e ha aperto il fuoco sui fedeli, membri di una congregazione taiwanese

Una tragica vicenda di cronaca è diventata occasione per parlare ancora una volta di tensioni sullo Stretto e progetti di invasione della Repubblica Popolare, con cittadini taiwanesi nel mondo possibili bersagli di agenti armati di Pechino.

La realtà, la sparatoria in California sta creando discussioni a Taiwan. tuttavia non nella chiave con cui la vicenda è raccontata dai media internazionali. Non si parla di teorie del complotto che vedrebbero in qualche modo coinvolto il Partito comunista cinese (Pcc), né (almeno in riferimento a questo) di piani di invasione o tensioni. Anche perché la vicenda è significativa soprattutto per aspetti puramente interni a Taiwan che sfuggono spesso, visto che solitamente si parla di Taiwan solo in riferimento a Usa e Repubblica Popolare.

L’uomo che ha aperto il fuoco contro la congregazione taiwanese, David Wenwei Chou, è un cittadino taiwanese-americano. Questo non toglie che lui possa essersi introdotto come “cinese”, così come le autorità possano averlo inizialmente descritto come tale visto che i passaporti emessi prima del 2021 recano in bella vista la scritta Republic of China sopra quella di “Taiwan”. Non tutti gli agenti di pubblica sicurezza conoscono la differenza tra Repubblica di Cina e Repubblica Popolare Cinese. Anche per questo lo scorso anno il governo di Taipei ha deciso di cambiare l’aspetto dei passaporti, lasciando solo la scritta Taiwan in alfabeto latino e 中華民國 (Zhōnghuá mínguó, Repubblica di Cina-ROC) in caratteri tradizionali. 
L’attentatore è uno 外省人 (Wài xǐng rén, espatriato) di seconda generazione. Ciò significa che i suoi genitori sono arrivati a Taiwan/ROC dalla Cina continentale nel 1949 dopo la guerra civile persa dai nazionalisti di Chiang Kai-shek. Ed è cresciuto a Taiwan prima di trasferirsi negli Stati Uniti. I 外省人 rappresentano tradizionalmente il bacino maggiore di elettori del Guomindang, il Partito Nazionalista sconfitto da Mao e a lungo partito unico a Taiwan, durante la legge marziale imposta da Chiang.

L’attentatore dice di essere contrario all’indipendenza di Taiwan. Ciò significa che vorrebbe l’unificazione? Può essere, visto che avrebbe frequentato alcune riunioni della National Association for China’s Peaceful Unification, che il dipartimento di Stato americano ha designato come missione straniera cinese vicina al Fronte unito.

Ma non è detto. A prescindere dalle intenzioni del singolo in questione, c’è un segmento della società taiwanese che non vuole l’indipendenza in quanto Repubblica di Taiwan, ma a cui va benissimo l’indipendenza de facto come Repubblica di Cina. Un segmento del quale ci si dimentica quasi sempre o di cui semplicemente si ignora l’esistenza.

Sara Daverio
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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