sabato, 10 Dicembre 2022
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Bernard Collaery e Witness K: lo scandalo di spionaggio tra Timor Est e Australia

Da dieci anni Collaery è al centro di una battaglia legale in Australia

Bernard Joseph Edward Collaery è un avvocato ed ex politico australiano. Collaery ha 77 anni e da dieci anni è coinvolto in uno dei più grandi scandali diplomatici dell’Australia: una storia di spie, petrolio, peculato e appropriazione indebita.

È iniziato nel 2004, quando l’Australia avrebbe messo sotto intercettazione gli uffici del governo di Timor Est. L’obiettivo del governo di Canberra era quello di avere il sopravvento nei negoziati sulle riserve di petrolio e gas. L’Australia è riuscita a raggiungere il suo scopo. «Questa è la cosa più spaventosa e terribile che l’Australia abbia mai fatto ad un’altra nazione», ha affermato Geoffry Watson, direttore del Center for Public Integrity dell’Australia, aggiungendo «ed è il più venale di tutti i peccati perché è stato fatto per soldi».

Nel 2012 Timor Est aveva scoperto cosa aveva fatto la vicina Australia grazie all’avvocato Collaery e a un suo cliente (una spia australiana conosciuta come Witness K). Si ritiene che Witness K fosse un ex direttore delle operazioni tecniche dei servizi segreti australiani. Dopodiché, Timor Est si era rivolta alla Corte permanente di arbitrato dell’Aia nei Paesi Bassi per insistere affinché venissero riaperti i negoziati. Intanto, nel 2013, la polizia australiana fece irruzione nello studio legale e nella casa del signor Collaery. Le autorità avevano perquisito anche la casa della spia Witness K e gli confiscarono il passaporto, impedendogli di recarsi nei Paesi Bassi per testimoniare. Xanana Gusmao, il primo ministro di Timor Est, lo definì: «condotta irragionevole e inaccettabile».

Il caso fu poi bloccato per cinque anni a causa delle rare accuse legate ai servizi segreti, per poi riprendere nel 2017 quando l’Australia nominò un nuovo procuratore generale, Christian Porter. Un anno dopo, l’Australia firmò un nuovo accordo equamente negoziato con Timor Est sulle riserve di petrolio e gas. Collaery fu accusato di aver cospirato per rivelare informazioni riservate e condividerle con i giornalisti. Anche Witness K fu accusato, ma evitò il carcere. Per la legge sulla sicurezza nazionale l’avvocato Collaery e la spia Witness K sarebbero finiti tunnel giudiziario. Witness K infatti si dichiarò colpevole mentre il suo legale avrebbe dovuto affrontare un processo in gran parte tenuto segreto. L’esperta di diritto costituzionale australiana Rebecca Ananian-Welsh ha ribadito: «La cosa interessante è che tutti sanno cosa è successo. Quindi bisognerebbe chiedersi, quanto di quell’operazione deve ancora essere tenuta segreta per proteggere la sicurezza nazionale?».

Collaery avrebbe dovuto affrontare il processo nell’ottobre di quest’anno. Tuttavia, per la prima volta da quando sono iniziate le indagini nel 2013, il partito responsabile delle intercettazioni non è più al governo, dopo aver perso le elezioni di maggio. La settimana scorsa il nuovo procuratore generale dell’Australia, Mark Dreyfus, ha ritirato le accuse, mentre a Witness K è stato restituito il passaporto.

Il presidente di Timor Est Jose Ramos Horta e l’ex primo ministro Xanana Gusmao hanno denunciato le azioni dell’Australia.

Margherita Cali
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM-94)
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