domenica, 4 Dicembre 2022
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Re Carlo e la possibile riconciliazione tra monarchia e indigeni canadesi

Negli ultimi anni il Canada ha lavorato per favorire la riconciliazione con le popolazioni indigene del Paese e il contributo del nuovo Re sarebbe determinante

All’inizio di quest’anno, durante un ricevimento a Ottawa, è stato chiesto all’allora Principe del Galles, ora re Carlo III, di fare ammenda per il ruolo della Corona nella colonizzazione e per il genocidio degli indigeni nelle scuole residenziali gestite dalla Chiesa anglicana. Re Carlo, pur non essendosi scusato, ha riscontrato la necessità di “fare i conti con gli aspetti più oscuri e difficili” della storia.

Come tutte le nazioni del Commonwealth, il Canada è alle prese con il ruolo del nuovo re nel mezzo di una conversazione nazionale sulla riconciliazione con le popolazioni indigene.

La questione nazionale sulla riconciliazione con le popolazioni indigene è riemersa in particolar modo la scorsa estate, dopo il ritrovamento di tombe senza nome nelle ex scuole residenziali atte a protrarre la politica di assimilazione dei bambini indigeni.

In Canada, oltre alle scuse reali, si richiede la restituzione di manufatti indigeni depredati dalla Corona e il rispetto dei trattati che definiscono i diritti e le responsabilità tra i gruppi indigeni e i governi federali e provinciali.

Anche se ora il governo federale detiene il potere di amministrare gli accordi, inclusi quelli con la monarchia, la Corona ha ancora un rapporto simbolico con le popolazioni indigene. Infatti, molti indigeni canadesi sostengono che re Carlo abbia un ruolo importante nella riconciliazione. In tal senso, il monarca britannico ha ribadito il suo impegno per la riconciliazione, riconoscendo e comprendendo il passato.

Martina Tominic
Studentessa della Facoltà di Economia.
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