domenica, 4 Dicembre 2022
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Libano-Israele: firmato l’accordo marittimo

Gas: Israele e Libano hanno firmato un accordo per la spartizione dei confini marittimi

Israele e Libano hanno ufficialmente firmato, nella giornata di giovedì 27 ottobre, uno storico accordo che stabilisce per la prima volta i loro confini marittimi e che permetterà ad entrambi i Paesi di condurre esplorazioni energetiche a distanza dalla costa.

L’accordo prevede che il Libano riceva la maggior parte del giacimento di Qana, mentre Israele avrà il controllo totale sul giacimento di Karish e riceverà una quota dei futuri profitti del giacimento assegnato alla parte libanese. 

Tuttavia, non è ancora chiaro come verranno distribuiti i profitti di Qana. Nel negoziato saranno coinvolti anche l’Eni, che gestisce il giacimento con la multinazionale francese Total, detenendo una partecipazione del 40%.

Un’altra questione che potrebbe rendere più complessa l’attuazione dell’intesa riguarda l’attività dei due giacimenti. Mentre Tel Aviv potrà godere da subito delle entrate provenienti dal giacimento Karish, l’attivazione di quello di Qana richiederà più tempo.

La collaborazione chiude una trattativa iniziata ormai nel 2020 e proseguita, tra alti e bassi, fino ad oggi. 

Nell’area del Mediterraneo orientale, è situato anche il giacimento Leviathan, che potrebbe avere un ruolo strategico per l’Italia qualora venisse realizzato il gasdotto Poseidon, progetto che prevede l’esportazione di gas dal Bacino Levantino nel Mediterraneo orientale (tra Israele, Cipro ed Egitto) ad Otranto.

In tutto ciò, Beirut e Tel Aviv non hanno relazioni diplomatiche e sono formalmente in guerra dal 1948, anno della creazione dello stato di Israele. 

Di fatti, in seguito alla firma dell’accordo, il Libano ha voluto precisare che questa intesa non deve essere in alcun modo percepita come una normalizzazione politica e diplomatica tra i due Paesi.

Per questo motivo, le due delegazioni libanese e israeliana, durante la cerimonia di scambio di documenti, che si terrà il pomeriggio del 27 ottobre, siederanno in due stanze distinte della base Onu e non si incontreranno direttamente.

D’altro canto, la firma di questo accordo pone fine ad una lunga disputa sui confini marittimi nel Mar Mediterraneo, che è ricco di gas, segnando l’inizio di una nuova era. Inoltre, come ha precisato il primo Ministro israeliano Yair Lapid, è stato « un grande risultato politico, in quanto non capita tutti i giorni che uno Stato nemico riconosca lo Stato di Israele, in un accordo scritto e di fronte all’intera comunità internazionale», riporta al Jazeera.

A Washington, il Presidente degli Stati Uniti si è congratulato con il Libano e Israele per aver concluso l’accordo in modo formale e aver risolto la loro lunga contesa. Biden ha sottolineato inoltre che «gli Stati Uniti continueranno ad agire come mediatori affinché le parti adempiano ai propri obblighi e attuino questo accordo». 

L’energia nel Mediterraneo orientale non deve dunque essere causa di conflitto ma piuttosto uno strumento di cooperazione, stabilità, sicurezza e prosperità.

Sara Grilli
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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