mercoledì, 19 Giugno 2024
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Crisi climatica: Millenials e GenZ denunciano l’inerzia dei governi

Lo scontro tra attivisti del clima e governi si sposta sul piano legale

I cittadini olandesi hanno dato il via, seguiti da francesi e tedeschi, e ora anche i Millennials e la più giovane Generazione Z italiani hanno avviato un’azione legale contro lo Stato italiano. Il loro intento non è ottenere un risarcimento, bensì assicurare il rispetto degli Accordi di Parigi del 2030 riguardo alle emissioni di gas serra.

Questi attivisti stanno spingendo per contrastare l’inerzia dei governi nel fronteggiare la crisi climatica, denunciando l’impatto imminente del cambiamento climatico sull’ambiente, l’economia e l’umanità del futuro, riporta il Corriere della Sera. In tutto il mondo gli ambientalisti chiedono azioni concrete e responsabilità da parte di imprese e istituzioni che hanno contribuito alla crisi ambientale.

Ispirati dal successo ottenuto nel campo dell’attivismo ambientale dalla Fondazione Urgenda, un’organizzazione olandese, molti giovani in Francia, Germania, Irlanda e America hanno intrapreso azioni simili. Nel 2019, la Fondazione Urgenda ha vinto una causa storica contro il proprio Stato per inattività riguardo al cambiamento climatico.

Recentemente, sei attivisti portoghesi, con età compresa tra gli 11 e i 24 anni, hanno avviato un’azione legale contro 33 Stati, tra i principali emettitori di gas serra, presso la Corte di Strasburgo. Questa azione li accusa di non fare abbastanza per affrontare la crisi climatica, violando i diritti fondamentali.

L’Italia ha anche partecipato a questo movimento, con 203 ricorrenti, tra cui 24 associazioni e 17 minori, rappresentati in tribunale dai loro genitori, insieme a 162 adulti. Hanno avviato la prima causa legale contro lo Stato italiano per questioni climatiche.
Lucie Greyl, coordinatrice del progetto “Giudizio universale”, campagna promossa dall’associazione A Sud fin dal 2019, che nel 2021 si è trasformata in un’azione legale presso il Tribunale civile di Roma, spiega che da diversi anni si occupano dei contrasti sociali che derivano da questioni ambientali. Hanno monitorato attentamente l’importanza delle azioni legali intraprese in altri paesi. Pertanto, con una forte fiducia nell’efficacia delle azioni legali strategiche per le questioni climatiche, hanno stabilito una rete nazionale che coinvolge cittadini, associazioni e comitati attivi nella protezione dell’ambiente. L’obiettivo principale di questa rete è denunciare la mancanza di adeguatezza delle misure climatiche attualmente in atto in Italia.

Al fine di aumentare la consapevolezza e stimolare la discussione pubblica, l’azione legale è supportata da una campagna di sensibilizzazione. “Abbiamo avviato una petizione per consentire a tutti i cittadini di partecipare attivamente a questa battaglia comune”, afferma Greyl, in accordo con Saltalamacchia nel sottolineare l’importanza di una varietà di opinioni per “esporre la copertura di immunità dietro cui le aziende e le istituzioni si sono nascoste finora, incoraggiando una maggiore consapevolezza”.

Tra le varie associazioni coinvolte, vi è anche la partecipazione di Fridays for Future Italia, che ha organizzato una manifestazione nelle piazze italiane lo scorso 6 ottobre.
Ester Barel, portavoce del movimento e ventenne, sottolinea che “la reazione spontanea al rifiuto del governo è la resistenza collettiva”. Barel enfatizza che “abbiamo costruito una narrazione distorta che dipinge la crisi climatica come una minaccia solo per il pianeta. In realtà, siamo tutti a rischio, soprattutto noi giovani che non abbiamo alcuna responsabilità e subiremo le conseguenze in modo più pesante. Questo vale ancor di più per coloro che già vivono in situazioni di svantaggio economico e sociale”.

Greyl aggiunge che “questa azione legale non ha solo un valore simbolico, ma mira a influenzare un cambiamento radicale nelle politiche climatiche dello Stato. Rappresenta un’opportunità importante per spostare il dibattito pubblico sulle responsabilità in campo climatico, argomento finora trascurato nonostante gli eventi climatici estremi che stanno colpendo il nostro Paese”.

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