giovedì, 22 Febbraio 2024
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Al via il Piano Mattei

Si è concluso a Roma il summit Italia-Africa nel quale si è discusso il nuovo “Piano Mattei”

Il Senato ha accolto nella giornata di lunedì 29 gennaio diversi capi di Stato e ministri africani, in un vertice nel quale è stato annunciato ufficialmente un nuovo piano strategico. A rappresentare l’Europa, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Il piano sopracitato, “Piano Mattei”, prende il nome dal fondatore dell’Eni, Enrico Mattei, e prevede «un ambizioso programma di interventi che sia capace di aiutare il Continente a crescere e prosperare partendo dalle sue immense risorse». Queste le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo discorso riportato dalla pagina della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Meloni chiarisce le «cinque grandi priorità di intervento: istruzione e formazione; salute; agricoltura; acqua ed energia». L’obiettivo è quello di incentivare uno sviluppo comune dei due Paesi, italiano e africano, in un’ottica di cooperazione. Il DDL sul Piano Mattei riassume gli obiettivi condivisi: «promuovere una crescita comune, incentivare la creazione di opportunità di lavoro, migliorare l’istruzione e la formazione professionale sono priorità cruciali per avviare un circolo virtuoso di investimenti, sviluppo e crescita reciproca, capace di assicurare alle giovani generazioni africane il diritto a non emigrare e a rimanere nella propria Patria per contribuire al suo futuro».

Un punto cruciale per l’Italia (e per l’Europa in generale) è senza dubbio quello riguardante l’energia. Il Piano Mattei difatti si propone di fare dell’Italia un hub di rifornimento energetico per l’Europa, sempre nell’ottica dello sviluppo comune: il continente africano verrà assistito dall’Italia nella produzione di energia sufficiente al proprio sostentamento e, in cambio, esporterà in Europa (attraverso l’Italia) quella in eccesso.

Questo permetterà all’Africa di generare ricchezza, e all’Europa di avere un fornitore energetico diverso dalla Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di quest’ultima.

La Presidente von der Leyen si dice «profondamente grata all’Italia per aver fatto della cooperazione con l’Africa il cuore della propria politica estera». Aggiunge inoltre nel suo discorso che «tutti noi abbiamo bisogno di energia pulita e di adattarci al cambiamento climatico. Tutti noi vogliamo fermare le tragiche morti lungo le rotte migratorie. Perciò non è solo la geografia ad unirci ma anche l’impegno a garantire benefici reciproci ai nostri popoli». Queste alcune delle sue parole nel discorso pronunciato durante il summit, riportate dal sito della Commissione europea.

Non sono mancate le critiche da parte dell’opposizione, che ha definito il Piano una “scatola vuota”, o ancora una “nuova politica di stampo neo coloniale”. Critiche anche da leader africani presenti al summit, che affermano di non essere stati consultati nella realizzazione del piano, e di aspettarsi “fatti, non parole”, come riporta la CNN. Meloni a riguardo ha tenuto a specificare che «non si tratta di un Piano concepito come una scatola chiusa, da imporre e calare dall’alto» ma di un «approccio non predatorio, né caritatevole». «Un approccio tra pari».

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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