martedì, 23 Luglio 2024
HomeNotizie dal mondoSocial media sotto processo

Social media sotto processo

I CEO di diversi social network vengono chiamati in causa sulla tutela dei minori online

Gli amministratori delegati dei principali social media, quali Facebook e Instagram, TikTok, Snapchat, Discord e X, sono comparsi davanti al Senato americano per un’udienza sulla tutela di bambini e adolescenti online. Le accuse da parte dei senatori sono molto forti, e non sono da meno quelle dei genitori delle vittime di suicidio a causa dei social. Durante l’udienza, infatti, la platea era gremita di madri e padri con in mano le foto dei loro figli scomparsi, dopo aver subito ricatti sessuali o aver contratto malattie mentali come disturbi del comportamento alimentare, causati dalla promozione sui social di standard di bellezza surreali.

Si tratta di un «raro momento di unione» di democratici e repubblicani, come afferma Al Jazeera. L’accusa mossa agli amministratori dal presidente democratico della commissione giudiziaria, Dick Durbin, è che siano responsabili di molti pericoli che i bambini e le bambine incontrano in rete. «il loro fallimento nell’investire adeguatamente sulla sicurezza, il loro perseguire costantemente profitti piuttosto che creare sicurezza, hanno messo in pericolo i nostri figli e nipoti».

Il Senatore repubblicano Hawley si è poi rivolto a Zuckerberg, domandandogli se avesse mai ricompensato le famiglie per ciò che avevano vissuto, e se volesse porre delle scuse.

«Mi dispiace per tutto ciò che avete passato. Nessuno dovrebbe patire tutto quello che voi e le vostre famiglie avete patito». Queste le parole dell’informatico e imprenditore statunitense, nonché CEO di Meta, che si è girato verso le famiglie delle vittime per presentare le sue scuse, le quali, secondo quanto affermato dall’analista Matt Navarra alla BBC, «non porteranno a niente di concreto in fatto di regolamentazione social».

Le scuse di Zuckerberg si aggiungerebbero a una lunga lista che risale ai tempi in cui l’imprenditore fondò Facebook, nel 2004. Al Jazeera riporta un esempio recente, quando nel 2018 Zuckerberg dovette scusarsi per problemi riguardanti la privacy e i dati degli utenti. Era stato scoperto, infatti, che Facebook aveva permesso a un’applicazione di inviare le informazioni degli utenti alla Cambridge Analytica, una società di consulenza politica britannica accusata di aver utilizzato i dati di milioni di utenti Facebook per influenzare le elezioni politiche.

Ad ogni modo, Mark Zuckerberg e Shou Zi Chew (Ceo di TikTok) sono stati gli unici ad accettare volontariamente di testimoniare, mentre gli amministratori di Snapchat, X e Discord hanno ricevuto un mandato di comparizione, in quanto avevano inizialmente negato la loro partecipazione.

Inoltre, in vista dell’udienza, Meta aveva annunciato delle nuove misure di sicurezza, tra cui quelle sui minori, che d’ora in poi non potranno, di default, ricevere messaggi da sconosciuti su Instagram e Messenger.

La difesa degli amministratori delegati si è conclusa con la citazione del numero degli addetti alla moderazione dei contenuti, pari a 40 mila per Meta e TikTok, che vantano il maggior numero di iscritti, e a 2300 per Snapchat. Seguono X con 2000 e Discord con un centinaio.

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti