sabato, 25 Maggio 2024
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Pedro Sánchez ha annunciato l’ampliamento della lista di malattie individuate attraverso lo screening neonatale

Il governo prevede che il numero delle malattie rilevabili mediante il test passerà da 7 a 11

Pedro Sánchez, il presidente del governo spagnolo, ha annunciato lunedì scorso a Oviedo che il numero delle malattie rilevabili attraverso lo screening neonatale passerà da sette a undici e si stima che tale cifra raddoppierà nel primo trimestre del 2025. La notizia è stata comunicata a seguito di una visita alle strutture dell’Ospedale Universitario Centrale delle Asturie, come riferisce El Mundo.

Il presidente ha affermato che l’obiettivo è quello di raddoppiare il numero di malattie attualmente rilevate attraverso i programmi di screening, ma anche diagnosticare in tempo e curare precocemente le malattie congenite dei neonati «risparmiando sofferenze e spese alle famiglie e anche alle amministrazioni».

Nel 2014 il Ministero della Salute aveva promosso un primo tentativo di ampliamento della lista delle malattie da incorporare nel piano di screening, ma su venti che ne furono valutate, ne vennero concordate sette. Successivamente, questa misura venne discussa nella seconda metà del 2022, anche se l’effettiva attuazione ha subito dei ritardi fino alla comunicazione di lunedì scorso da parte del presidente, come riporta El País.

Lo screening è diverso a seconda delle comunità autonome in cui si esegue, infatti, degli oltre 300.000 bambini che nascono ogni anno, alcuni sono sottoposti a più di trenta test, mentre altri a meno di dieci. Pertanto Sánchez ha dichiarato che lo scopo è quello di rendere omogeneo questo beneficio in tutto il Paese, in modo che la salute degli spagnoli non dipenda dal loro reddito o da altri fattori simili. Inoltre, il presidente spagnolo ha sottolineato l’importanza della sanità pubblica, della prevenzione delle malattie e, di conseguenza, la necessità di agire precocemente contro alcune patologie.

Infine, ha anche ringraziato gli operatori sanitari per il loro lavoro e, in presenza di Adrián Barbón, presidente del Principato delle Austrie, ha elogiato l’impegno di questa comunità autonoma per quanto riguarda la salute pubblica. Sánchez ha altresì dichiarato che «promuovere questo metodo di prevenzione significa migliorare il futuro di chi è appena venuto al mondo dandogli più anni di vita» come riporta La Vanguardia.

Il presidente ha indicato che attraverso questa misura non si vuole solo migliorare il benessere dei cittadini, ma si vuole anche avvicinare lo Stato alla popolazione.

Viviana Filardi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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