sabato, 25 Maggio 2024
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Unione Europea e Regno Unito: verso un nuovo accordo per la mobilità giovanile

Una nuova proposta da parte dell'Unione Europea mira a riaprire i confini britannici alla mobilità giovanile.

Giovedì 18 aprile, la Commissione Europea ha presentato una nuova proposta di accordo nei confronti del Regno Unito, con l’obiettivo di ripristinare la mobilità giovanile pre-Brexit per i giovani dai 18 ai 30 anni interessati a vivere, studiare o lavorare nel territorio britannico.

Dopo l’entrata in vigore della Brexit nel 2016, il Regno Unito ha adottato una politica di chiusura dei suoi confini e ha stabilito relazioni esclusive con alcuni Stati Membri dell’Unione Europea, oltre ad altri paesi. In questo contesto, il Regno Unito ha introdotto un regime di mobilità giovanile, sia per motivi di studio sia lavorativi, con una durata massima di due anni, coinvolgendo dieci paesi, tra cui l’Australia, la Nuova Zelanda e il Canada.

«Abbiamo parlato di voler ridurre la migrazione legale e anche di voler sostenere i talenti e le competenze del Regno Unito ed è per questo che abbiamo un sistema in atto in base al quale manteniamo una serie di accordi con i singoli Stati membri dell’UE laddove ciò vada a vantaggio dei nostri interessi, piuttosto che un accordo a livello di Commissione» ha affermato la portavoce numero 10 come riportato dalla BBC.

La Commissione Europea propone un nuovo accordo tra le due parti promuovendo una parità di trattamento per tutti i paesi membri, come riferito da Politico. La proposta si articola in tre sezioni principali: 

  • Un nuovo schema di mobilità che consentirebbe a studenti, lavoratori e volontari di risiedere nel paese per un massimo di 4 anni.
  • L’eliminazione del pagamento dell’assicurazione nazionale sanitaria (NHS), attualmente fissata a £776 per gli studenti e i giovani sotto i 18 anni, e a £1,035 per i lavoratori.
  • Una riduzione delle tasse universitarie per gli studenti europei, allineandole a quelle applicate ai cittadini britannici.

Non ha tardato ad arrivare una risposta da parte del Regno Unito: «Non applicheremo il programma di mobilità giovanile per tutta l’Ue, la libertà di movimento è finita e non ci sono piani per reintrodurla», ha affermato un portavoce del governo britannico come riportato da la Stampa. Il Regno Unito, tuttavia, conferma il suo desiderio di continuare a stipulare accordi bilaterali con i singoli paesi.

Eva Capella
Studentessa della Facoltà di Economia
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