sabato, 25 Maggio 2024
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Iran: rapper condannato a morte per “corruzione in terra”

Il rapper iraniano Toomaj Salehi è stato condannato a morte per aver supportato le proteste contro il regime iraniano: ha 20 giorni per appellarsi alla Corte Suprema

Toomaj Salehi, rapper iraniano di 33 anni, è stato condannato a morte a seguito delle proteste avvenute nel 2022 contro il regime che governa l’Iran. A riportarlo alla stampa e ai media è il suo avvocato, Amir Raesian.

Secondo la CNN, il ragazzo era stato arrestato una prima volta nell’ottobre del 2022 poiché aveva espresso, all’interno dei testi delle sue canzoni e in commenti scritti sulle piattaforme social, forti critiche nei confronti del governo iraniano.

In particolare, il giovane ha dichiarato pubblicamente di sostenere le proteste avvenute a seguito della morte di Mahsa Amini, ventiduenne curda rimasta uccisa mentre era sotto la custodia della polizia religiosa. Stando a quanto riporta Reuters, la donna era stata arrestata poiché portava l’hijab (uno dei tradizionali veli indossati dalle donne islamiche) in maniera “impropria” rispetto a quanto imposto dalle leggi iraniane.

Secondo quanto riferito da NBC News, dopo l’arresto, Salehi è stato condannato a una pena detentiva di sei anni e tre mesi, riuscendo ad evitare l’esecuzione capitale grazie a una sentenza della Corte Suprema. È stato rilasciato su cauzione nel novembre del 2023. 

Tuttavia, la polizia lo ha nuovamente arrestato pochi giorni dopo con l’accusa di “false dichiarazioni senza prove”, a seguito della pubblicazione su Internet di un video in cui dichiarava di aver ricevuto diverse torture nel corso della prima detenzione, come riporta il sito della BBC.

Mercoledì 24 aprile 2024, il tribunale rivoluzionario di Isfahan (Iran) ha emesso la condanna ufficiale nei confronti di Salehi: pena capitale per “corruzione in terra”, un crimine di cui si può essere accusati nei Paesi islamici. In particolare, il termine viene utilizzato dalla polizia iraniana per riferirsi a una serie di reati legati alla morale islamica, come riferisce Reuters.

Come riportato sempre da NBC News, il rapper ha ora 20 giorni per appellarsi alla Corte Suprema, nella speranza di far riesaminare il suo caso ed evitare la condanna a morte.

Non sono mancati commenti da parte del pubblico, come riporta la CNN. Sono in molti a fare pressione sulla magistratura iraniana affinché la condanna a morte di Salehi venga revocata poiché ritenuta ingiusta: stando agli esperti dell’ONU, infatti, tramite i testi incriminati il ragazzo avrebbe semplicemente esercitato «il suo diritto alla libertà di espressione e alla creatività artistica».

Ilaria Bisegna
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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