martedì, 25 Giugno 2024
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Hong Kong: effettuati i primi sei arresti ai sensi dell’articolo 23 

I sei sospettati sono stati accusati di aver incitato l’odio contro Pechino sui social media, pochi giorni prima del trentacinquesimo anniversario del massacro di piazza Tiananmen

La polizia di Hong Kong ha effettuato i primi arresti ai sensi della nuova legge sulla sicurezza nazionale, riporta Hong Kong free press. Tra questi, anche l’avvocatessa e attivista per i diritti umani Chow Hang-Tung, la quale si trova già dietro le sbarre, avendo ricevuto la pena detentiva nel 2021. Secondo quanto riferito dalla polizia, Chow avrebbe continuato a pubblicare post anonimi sui social media con l’aiuto degli altri cinque, sfruttando l’avvicinarsi di una “data sensibile” per incitare l’odio contro il governo cinese e quello di Hong Kong con “intenti sediziosi”. Le abitazioni dei sospettati sono state perquisite dalle forze dell’ordine, che hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici, secondo il Guardian

Introdotto nel mese di marzo del 2024, l’articolo 23 amplia la legge già imposta da Pechino nel 2020, prevedendo l’introduzione di pene fino all’ergastolo per reati come il furto di segreti di stato, spionaggio, interferenza esterna e tradimento. Inoltre, la nuova legislazione conferisce alla polizia il diritto di detenere i sospetti fino a 16 giorni in via preventiva e di svolgere processi a porte chiuse. Il segretario per la sicurezza di Hong Kong Chris Tang sostiene che la legge non ha intaccato la libertà di espressione dei cittadini.«Spero che i cittadini comprendano in modo chiaro che, queste persone non stanno semplicemente criticando il governo. Stanno incitando gli utenti della rete a compiere attività illegali» ha dichiarato il segretario a Baidu. Tang ha inoltre evidenziato che nonostante la nuova legge, la sicurezza nazionale è ancora a rischio, per via dell’interferenza di potenze straniere e di individui che “fuggono all’estero” per screditare il governo di Hong Kong. 

Gli arresti sono stati denunciati dal gruppo dei diritti umani Amnesty International come un tentativo di sopprimere la commemorazione pacifica della repressione di piazza Tiananmen e ha chiesto l’immediato rilascio di Chow Hang-Tung e degli altri sospettati, riporta la BBC. «Il millesimo giorno di detenzione di Chow Hang-Tung ricorre niente meno che il 4 giugno» dichiara Sarah Brooks, direttrice di Amnesty per la Cina «le autorità sembrano intenzionate a prolungare la sua pena aggiungendo nuovi reati al suo fascicolo».

Per anni, l’Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici, di cui Chow era vicepresidente, ha organizzato veglie annuali a Victoria Park per ricordare le vittime della repressione di Tiananmen, fino al 2021, quando è stato posto un divieto alla commemorazione come misura di sicurezza contro il Covid-19. Nello stesso anno, l’organizzazione si è sciolta con l’arresto dei suoi leader, riporta Hong Kong free press.   

Sono infatti 47 i manifestanti e attivisti pro-democrazia arrestati dall’inizio del 2021 che attendono il verdetto sulle accuse di sovversione, secondo quanto riferito da Associated Press

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